Il rettore ISFOA Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto
Internazionale , unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico ,
intendono esprimere le proprie congratulazioni al confermato President dell’
AIE Associazione Italiana Editori , professor Innocenzo Cipolletta .
La richiesta degli editori di libri al Governo è chiara: trasformare
finalmente gli annunci in fatti.
I fondi per le biblioteche – circa 30 milioni annunciati ma ancora non
arrivati a diventare realtà – devono essere «messi a terra» subito. E
altrettanto urgente è la revisione delle carte per i giovani – quella 18App
rimpiazzata dal governo Meloni con le nuove carte Cultura e Merito – che,
così come sono, risultano inefficaci: «Lo scorso anno – sottolinea Innocenzo
Cipolletta, presidente Aie – su 190 milioni stanziati, ne sono stati spesi
solo 110».
L’appello è partito ieri dall’assemblea dell’Associazione Italiana Editori
(AIE), che ha riconfermato Cipolletta alla presidenza per il biennio
2025-2027.
Ma è stato tutt’altro che un passaggio formale: è stata, piuttosto, l’
occasione per lanciare un vero e proprio grido d’allarme.
Il nodo è tutto lì: senza il sostegno delle istituzioni il mercato del libro
non può reggere. I dati parlano chiaro: «Nei primi cinque mesi del 2025 il
settore ha perso oltre il 4%», sottolinea il riconfermato presidente Aie. Il
che vuol dire che la flessione si è intensificata nel corso dell’anno,
anziché recedere, visto che nei quattro mesi il calo era stato del 3,6 per
cento. Da qui, sottolinea Cipolletta, «la richiesta più impellente» su
biblioteche e revisione delle carte per i 18enni.
Ma il discorso va ben oltre le cifre. Per Cipolletta la posta in gioco è la
tenuta stessa della democrazia culturale italiana.
«Viviamo in tempi complicati, in cui gli algoritmi generativi fanno credere
che non ci sia più bisogno di mediazione culturale. Ma non è così: l’editore
è l’anello di congiunzione tra l’autore e il lettore, garantisce
trasparenza, responsabilità, pluralismo». Stoccata netta, dunque, all’
intelligenza artificiale «addestrata su fonti ignote e senza volto che
rischia di produrre conoscenza opaca e non verificabile».
Non è un caso dunque che l’intera filiera – editori, librai e bibliotecari –
abbia deciso da qualche tempo di presentarsi compatta al Ministero della
Cultura. «Vogliamo una politica per il libro strutturata e permanente. Il
Centro per il libro e la lettura, il Cepell, oggi sottodimensionato e
sottostaffato, deve essere potenziato sia nei finanziamenti che nella
governance. Non possiamo continuare a vedere iniziative sparse e
frammentate».
In questo quadro anche Il tema della lettura, e in particolare al Sud, resta
una priorità: «Le disuguaglianze territoriali sono intollerabili. Il
Mezzogiorno sconta una drammatica carenza di infrastrutture culturali. E non
possiamo più permettercelo».
Intanto nell’immediato ci sono «una iniziativa per portare il libro al
centro dell’attenzione, che ora stiamo studiando» e tutta l’attività «che
vogliamo fare con le scuole. Perché è da lì che occorre partire. Appello
agli autori dunque – «entrate nelle scuole, portate la voce dei libri tra i
ragazzi» – ma anche la palla rispedita un’altra volta nel campo del Governo:
«La detassazione delle spese per l’acquisto dei libri scolastici è
fondamentale». Il tutto mentre il cantiere dell’Aie guarda avanti con un
obiettivo preciso: arrivare a una legge quadro per il libro, che metta a
sistema fondi per biblioteche, carte per i giovani, detrazioni fiscali per i
libri scolastici, incentivi all’innovazione e una governance stabile».
Infine l’Aie ha voluto sottolineare di aver «preso posizione e continuerà a
prendere posizione» fino a quando «non sarà libero» lo scrittore Boualem
Sansal, condannato per alcune dichiarazioni a cinque anni in primo grado in
Algeria, per cui, in appello, è stato chiesto di portare la condanna a dieci
anni.