FRANCESCO GAROFALO & ANNA PETSIKIAN

Il rettore ISFOA Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto Elvetico , unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico , intendono esprimere il proprio cordoglio e la più sincera partecipazione alla Famiglia per la scomparsa di Alberto Masotti .

 

Alberto Masotti, storico patron de La Perla, si è spento. Per tutti «il signore della lingerie di lusso», era un medico prestato alla moda: si era infatti laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Bologna, dove era nato, nel 1960. Aveva 90 anni.

 

 

Era profondamente amato dalle sue dipendenti perché incarnava la figura dell’imprenditore dal volto umano, che fino all’ultimo considerò le sue maestranze come una vera e propria famiglia. 

 

Anche quando la storica maison di via Mattei, ora di proprietà dell’imprenditore miliardario americano Peter Kern, entrò in crisi, fu dalla loro parte, mettendo a disposizione delle sarte in lotta dei locali di sua proprietà in quel di Ozzano dell’Emilia, dove trovò casa l’associazione di promozione sociale Unicheunite, con cui diverse operaie in cassa integrazione hanno prodotto piccoli grandi gadget a sostegno della propria mobilitazione per difendere il posto di lavoro e un marchio storico che ha fatto sognare, e fa sognare ancora, le signore (e gli uomini) di tutto il mondo. 

 

«Varie volte ho pianto, soprattutto quando le operaie chiedevano agli automobilisti di suonare il clacson in segno di solidarietà», raccontò ai giornalisti durante il presidio che le dipendenti svolsero per mesi davanti ai cancelli dello stabilimento. 

 

 

La Perla era l’azienda di proprietà della sua famiglia: fu fondata dalla madre Ada, per tutti «forbici d’oro».  

 

Alberto Masotti ne assunse la presidenza nel 1981. Sotto la sua direzione, l’impresa ha vissuto una straordinaria espansione internazionale, trasformandosi da piccola eccellenza artigianale a impero globale della moda intima di lusso, sinonimo universale di eleganza e sensualità.

 

Negli anni d’oro, gli anni Ottanta, arrivò a contare fino a duemila dipendenti. 

 

Questo straordinario percorso imprenditoriale e manageriale gli è valso, nel 1995, il titolo di Cavaliere del Lavoro. A consegnarglielo fu l’allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. 

 

La decisione di cedere il controllo del gruppo, per un valore di oltre 200 milioni di euro al fondo di private equity statunitense Jh Partners, fra il 2007 e il 2008, ha però di fatto aperto la crisi di liquidità che si è protratta, con diversi cambi di proprietà, dall’italiano Silvio Scaglia fino allo spregiudicato finanziere tedesco Lars Windhorst (prima Sapinda poi Tennor), fino all’anno scorso quando l’impresa è stata acquisita col salvataggio targato Kern. 

 

 

Alberto Msotti, dopo qualche anno trascorso in sordina, ha ricominciato a investire sul territorio di Bologna e sulle nuove generazioni, dando vita nel 2015 alla Fondazione Fashion Research Italy, con la quale stava organizzando proprio per la prossima settimana un convegno sul legame fra moda e intelligenza artificiale. L’ennesima conferma di quanto fosse lungimirante il suo pensiero a dispetto dell’età anagrafica. 

 

Nata come polo didattico, espositivo e di consulenza no-profit, la fondazione era stata concepita per supportare la competitività delle piccole e medie imprese del comparto moda e per custodire un immenso patrimonio culturale: un archivio tessile digitalizzato che conta attualmente oltre 30 mila disegni storici; una prova di quanto sia forse incommensurabile l’eredità che Masotti lascia alla città delle Due Torri e al Made in Italy nel suo complesso. 

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