IN ITALIA NEL PRIMO SEMESTRE DEL 2025 VERIFICATI OLTRE 5MILA ATTACCHI CYBER IN CRESCITA DEL 60%

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IN ITALIA NEL PRIMO SEMESTRE DEL 2025 VERIFICATI OLTRE 5MILA ATTACCHI CYBER IN CRESCITA DEL 60%

Nei primi sei mesi del 2025 sono stati registrati 532 attacchi, 363 contro infrastrutture critiche o operatori essenziali; sul territorio gli episodi hanno superato quota 5.000, con 72 indagati.

E’ la conferma che l’Italia è divenuta sempre di più un Paese-bersaglio e questo preoccupa le istituzioni ed il Governo in quanto la tenuta del voto non si gioca più solo ai seggi.

Oggi passa dallo spazio digitale, dove bot e sistemi di Intelligenza artificiale gestiti da Paesi ostili spingono conversazioni, polarizzano toni, alterano percezioni. E possono incidere sulle scelte degli elettori.

«Le consultazioni elettorali rappresentano un obiettivo particolarmente sensibile», ha dichiarato il ministro dell’Interno dagli Stati generali su difesa, spazio e cyber sicurezza.

 «La diffusione rapida e automatizzata di contenuti manipolatori sui social network può amplificarne l’impatto, con il rischio di condizionare il dibattito pubblico. Oggi tutelare la correttezza del procedimento elettorale significa anche difendere lo spazio digitale da queste nuove forme di pressione».

Il monito arriva da Parigi 2024: campagne denigratorie orchestrate per alimentare insicurezza, minacce cibernetiche in coda alla propaganda. Un attacco ibrido. «Un campanello d’allarme che ci riguarda da vicino», avverte Matteo Piantedosi, con lo sguardo sulle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano-Cortina 2026: la protezione dello spazio digitale sarà priorità assoluta.

La risposta, per il Viminale, si costruisce a monte. La Polizia Postale e delle Telecomunicazioni, guidata da Ivano Gabrielli, e il Cnaipic diretto da Cristiano Leggeri lavorano su tre assi: monitoraggio continuo delle campagne ostili, difesa delle infrastrutture digitali critiche, cooperazione con partner europei e con il sistema industriale e spaziale nazionale.

L’obiettivo è anticipare le interferenze, neutralizzarle prima che diventino attacchi sistemici. Logica preventiva, non reattiva: è il cambio di passo che impone la sicurezza digitale.

Ma la cornice è più larga dei confini nazionali. «Il cyberspazio è la prima linea quotidiana della competizione strategica», ammonisce l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato. Il dato che porta è secco: nel 2025 gli attacchi ibridi alle infrastrutture critiche sono cresciuti del 60% sull’anno precedente. La curva è globale, la minaccia pure.

Nessuna scorciatoia: difesa, spazio e cybersicurezza sono facce della stessa medaglia. «Bisogna costruire un modello europeo e atlantico», spiega Giuseppe Cavo Dragone, fondato sulla complementarietà, non sulla duplicazione. Alla Nato la visione strategica militare, la postura operativa, il comando integrato; all’Unione europea il potere normativo, la capacità di investimento, la base industriale di scala. Non rivali, ma alleati: più autonomia strategica europea per essere un pilastro più forte e affidabile anche per la Nato.

Il messaggio finale è molto secco.

«Il tempo delle riflessioni è finito, il tempo delle scelte è ora», scandisce l’ammiraglio. Decisioni rapide, implementazione ostinata. Per l’Italia l’agenda è già scritta: i numeri citati da Matteo Piantedosi non consentono sottovalutazioni.

Le campagne ostili non mirano solo a infrastrutture o grandi eventi, ma anche a orientare l’opinione pubblica.

I.S.F.O.A.-  Hoschule für Sozialwissenschaften und Management  proprio per questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici ed unici in Economia Finanziaria ed in Pianificazione Patrimoniale e Fiscale Internazionale unitamente a momenti di formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.   

 

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