IN ITALIA I MUTUI REGISTRANO UNA DOMANDA CROLLATA DEL -12%.

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IN ITALIA I MUTUI REGISTRANO UNA DOMANDA CROLLATA DEL -12%. 

Si raffredda la corsa ai mutui. Nel primo trimestre del 2026 la domanda di finanziamenti immobiliari da parte delle famiglie italiane segna una contrazione del 12,4%, invertendo la dinamica espansiva registrata nello stesso periodo del 2025.

 

A pesare è un mix di fattori: incertezza economica, tensioni geopolitiche e aspettative sui tassi che spingono le famiglie a rinviare decisioni di lungo periodo.

MUTUI IN FRENATA DOMANDA GIU’ DEL – 12,4%: FAMIGLIE PIU’ PRUDENTI NEL 2026

Secondo i dati del sistema Eurisc di CRIF, il rallentamento arriva dopo un 2025 particolarmente vivace. Lo scorso anno, infatti, i nuovi mutui erogati erano cresciuti del 15,1%, mentre il fenomeno delle surroghe aveva registrato un balzo del 25,1%. Una dinamica sostenuta che aveva spinto il mercato ai massimi recenti, ma che già dalla seconda metà dell’anno aveva iniziato a mostrare segnali di raffreddamento.
Il trend si è progressivamente indebolito da luglio 2025, con un calo più evidente da ottobre. Nel solo mese di marzo 2026, la domanda segna una flessione ancora più marcata, pari al 15% su base annua, confermando un atteggiamento più cauto da parte delle famiglie.

TASSI E INCERTEZZA PESANO SULLE SCELTE

Ad incidere sulle decisioni sono soprattutto le variabili macroeconomiche. “Le tensioni geopolitiche e i costi energetici alimentano incertezza e prudenza nelle famiglie”, osserva Simone Capecchi, Executive Director di CRIF. Il timore di un ritorno dell’inflazione e di possibili oscillazioni dei tassi spinge molti a rimandare l’accensione di nuovi mutui.

Non a caso, quasi nove contratti su dieci (86%) vengono oggi stipulati a tasso fisso. Una scelta che garantisce stabilità nel tempo e protegge da eventuali rialzi futuri, confermando la preferenza per soluzioni più prevedibili in una fase economica ancora incerta.

IMPORTI SEMPRE PIU’ ALTI

Nonostante il calo della domanda, cresce l’importo medio richiesto, che nel primo trimestre del 2026 raggiunge i 161.059 euro, in aumento del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta del valore più elevato degli ultimi dieci anni, segnale di un mercato immobiliare che continua a muoversi su livelli di prezzo sostenuti.

Le richieste si concentrano soprattutto nelle fasce intermedie: tra 100.000 e 150.000 euro (30,6%) e tra 150.000 e 300.000 euro (31,3%). Più contenuta la quota dei mutui oltre i 300.000 euro, che si ferma al 5,9%.

DURATA PIU’ LUNGA PER SOSTENERE LE RATE

L’aumento degli importi si riflette anche sulla durata dei finanziamenti. Il 43,5% delle richieste riguarda mutui compresi tra 25 e 30 anni, confermandosi la fascia più scelta. L’obiettivo è diluire il debito nel tempo e mantenere rate sostenibili rispetto al reddito familiare.

Le durate più brevi restano marginali: meno dell’1% per i mutui fino a 5 anni e poco meno del 4% per quelli tra 5 e 10 anni. Una distribuzione che evidenzia come l’accesso alla casa richieda sempre più pianificazioni di lungo periodo.

IDENTIKIT DEL RICHIEDENTE

Dal punto di vista anagrafico, il profilo resta stabile. La fascia tra i 35 e i 44 anni concentra quasi la metà delle richieste (47,7%), seguita dai 25-34 anni con il 30,2%. Si tratta delle generazioni nel pieno del ciclo familiare e lavorativo, per cui l’acquisto della casa rappresenta ancora una priorità.

UN MERCATO CHE SI ASSESTA

Il quadro complessivo restituisce un mercato dei mutui in fase di assestamento. Dopo la crescita sostenuta del 2025, il 2026 si apre con una frenata fisiologica, legata sia al confronto con un anno particolarmente dinamico sia a un contesto economico più incerto.
La riduzione della domanda non indica un blocco del mercato, ma piuttosto una fase di maggiore selettività e prudenza. Le famiglie continuano a muoversi, ma con maggiore attenzione alle condizioni finanziarie e alle prospettive future.

I.S.F.O.A.-  Hoschule für Sozialwissenschaften und Management  proprio per questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici ed unici in Economia Sociale e Sviluppo Territoriale unitamente a momenti di formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.   

 

 

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