I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT
LIBERO E PRIVATO ATENEO TELEMATICO
DI DIRITTO INTERNAZIONALE
ENTE DI RICERCA SENZA SCOPO DI LUCRO E DI INTERESSE GENERALE
Istituzione Privata Svizzera di Istruzione Superiore Universitaria e di Ricerca Accademica di Qualità Internazionale
RASSEGNA STAMPA A CURA DI
I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT
PER GLI ITALIANI DEL FUTURO NON ESISTE PIU’ LA CERTEZZA DI BENESSERE
Quasi la metà degli italiani dichiara di non sentirsi sicura di riuscire a mantenere lo stesso tenore di vita quando sarà in pensione e questa mancanza di fiducia si riscontra più o meno in tutta Europa.
Al 40% di italiani che dice chiaramente di non essere affatto confidente si aggiunge un altro 36-40% che risponde “non lo so”, mentre si arriva a quasi l’80% di persone che non hanno certezze sul futuro, un livello di incertezza che non rappresenta certo un segnale positivo.
«A questa insicurezza – aggiunge Roberto Freddi, Europe Head of Financial Services di Kearney, società che ha condotto un sondaggio sul tema, si lega il fatto che circa il 30% stima di dover continuare a lavorare oltre l’età minima pensionabile: praticamente quasi una persona su tre teme di non riuscire a mantenere il proprio stile di vita. La preoccupazione riguarda in misura maggiore chi è prossimo alla pensione, ma si estende anche alle generazioni più giovani».
Dai 45 anni in su, nella generazione X, ma anche tra i millennials sopra i 30 anni e persino tra i giovani maggiorenni già nel mondo del lavoro o ancora negli studi, circa il 40% dichiara di non sentirsi affatto sicuro sul proprio futuro economico.
Una sfiducia che è legata anche alla storica carenza di educazione finanziaria nel Paese.
Un tempo si privilegiavano il risparmio e l’accumulo – case, conti correnti, Btp – piuttosto che gli investimenti strutturati. Un aspetto legato anche alla carenza di consulenza finanziaria: circa il 30% degli italiani ritiene di non aver mai ricevuto una guida chiara e valida sulla gestione del risparmio e degli investimenti in ottica post-pensionistica.
«Sebbene il restante 70% si dichiari soddisfatto – continua Freddi -, quella minoranza rimane comunque significativa. Al di là del canale attraverso cui la consulenza arriva, ciò che conta davvero è la figura di un professionista competente e capace di far leva sulla fiducia che viene riposta e fornire una consulenza a 360 gradi».
In questo periodo ci sono molteplici iniziative di istituzioni finanziarie e statali per far comprendere i benefici di un sistema integrativo e l’importanza di iniziare a gestire i risparmi in un’ottica di investimento di lungo periodo, con l’aiuto di consulenti qualificati : «Già affrontare concretamente il tema – conclude Freddi – all’inizio del proprio percorso professionale o anche metà, con aggiornamenti costanti con il proprio referente, sarebbe fondamentale, ma ad oggi si fa ancora troppo poco e a livello sociale manca una spinta sufficiente».
I.S.F.O.A.- Hoschule für Sozialwissenschaften und Management proprio per questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici ed unici in Economia Finanziaria ed in Pianificazione Patrimoniale e Fiscale Internazionale unitamente a momenti di formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.
Quasi la metà degli italiani dichiara di non sentirsi sicura di riuscire a mantenere lo stesso tenore di vita quando sarà in pensione e questa mancanza di fiducia si riscontra più o meno in tutta Europa.
Al 40% di italiani che dice chiaramente di non essere affatto confidente si aggiunge un altro 36-40% che risponde “non lo so”, mentre si arriva a quasi l’80% di persone che non hanno certezze sul futuro, un livello di incertezza che non rappresenta certo un segnale positivo.
«A questa insicurezza – aggiunge Roberto Freddi, Europe Head of Financial Services di Kearney, società che ha condotto un sondaggio sul tema, si lega il fatto che circa il 30% stima di dover continuare a lavorare oltre l’età minima pensionabile: praticamente quasi una persona su tre teme di non riuscire a mantenere il proprio stile di vita. La preoccupazione riguarda in misura maggiore chi è prossimo alla pensione, ma si estende anche alle generazioni più giovani».
Dai 45 anni in su, nella generazione X, ma anche tra i millennials sopra i 30 anni e persino tra i giovani maggiorenni già nel mondo del lavoro o ancora negli studi, circa il 40% dichiara di non sentirsi affatto sicuro sul proprio futuro economico.
Una sfiducia che è legata anche alla storica carenza di educazione finanziaria nel Paese.
Un tempo si privilegiavano il risparmio e l’accumulo – case, conti correnti, Btp – piuttosto che gli investimenti strutturati. Un aspetto legato anche alla carenza di consulenza finanziaria: circa il 30% degli italiani ritiene di non aver mai ricevuto una guida chiara e valida sulla gestione del risparmio e degli investimenti in ottica post-pensionistica.
«Sebbene il restante 70% si dichiari soddisfatto – continua Freddi -, quella minoranza rimane comunque significativa. Al di là del canale attraverso cui la consulenza arriva, ciò che conta davvero è la figura di un professionista competente e capace di far leva sulla fiducia che viene riposta e fornire una consulenza a 360 gradi».
In questo periodo ci sono molteplici iniziative di istituzioni finanziarie e statali per far comprendere i benefici di un sistema integrativo e l’importanza di iniziare a gestire i risparmi in un’ottica di investimento di lungo periodo, con l’aiuto di consulenti qualificati : «Già affrontare concretamente il tema – conclude Freddi – all’inizio del proprio percorso professionale o anche metà, con aggiornamenti costanti con il proprio referente, sarebbe fondamentale, ma ad oggi si fa ancora troppo poco e a livello sociale manca una spinta sufficiente».
I.S.F.O.A.- Hoschule für Sozialwissenschaften und Management proprio per questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici ed unici in Economia Finanziaria ed in Pianificazione Patrimoniale e Fiscale Internazionale unitamente a momenti di formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.