Il rettore ISFOA Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto Internazionale , unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico , intendono esprimere le proprie congratulazioni al neo nominato Amministratore Delegato di Kering , dottor Luca De Meo .
Il consiglio di amministrazione di Kering, presieduto da François-Henri Pinault, ha deliberato la nomina di Luca de Meo ad amministratore delegato del gruppo.
Nell’ambito di una rinnovata struttura di governance, il ruolo di Presidente del Consiglio di Amministrazione , ricoperto da François-Henri Pinault, sarà separato da quello di amministratore delegato.
Questi cambiamenti entreranno in vigore con la decisione del consiglio di amministrazione che si terrà dopo la convocazione dell’assemblea degli azionisti.
Da metà settembre il manager italiano, 58 anni, prenderà le redini del colosso francese del lusso, proprietario di marchi iconici, ma in calo di vendite, a cominciare da Gucci.
Kering ha ufficializzato la nomina del nuovo amministratore delegato, che assumerà ufficialmente l’incarico dopo l’assemblea generale.
«Affronto questa nuova sfida professionale con entusiasmo, curiosità e fiducia, sostenuto dalla forza dei marchi e dal know-how dei team. Sono convinto che insieme potremo continuare a rendere Kering un attore imprescindibile nel settore del lusso», ha dichiarato Luca de Meo.
L’automotive continentale perde un leader riconosciuto per visione e capacità di esecuzione.
Le dimissioni del car guy italiano seguono, tra l’altro, la recente uscita, del cfo Thierry Piéton, che ha lasciato il gruppo di Boulogne-Billancourt per il produttore di dispositivi medici Medtronic.
Piéton era in Renault da giugno 2016.
Kering, guidato dal presidente e ceo François-Henri Pinault (63 anni, manterrà la carica di presidente), viene da una fase complicata.
Il titolo ha perso oltre il 60% dal 2022 (-37% negli ultimi 12 mesi), tra cambi di direzione creativa e una strategia poco chiara. Affidarsi a un profilo fuori dagli schemi, che non viene dalla moda, ma ha saputo rilanciare marchi e aziende complesse potrebbe essere una scommessa vincente. Pur sempre una scommessa.
Anche se Luca de Meo ha dimostrato ovunque di essere un abile ricostruttore, capace di unire visione strategica e senso del prodotto.
Il cda di Renault ha attivato il piano di successione e ha espresso piena fiducia nella qualità e nell’esperienza dell’attuale squadra di manager, per garantire la continuità strategica e operativa.
A cominciare, ovviamente, dall’esecuzione del nuovo piano Futurama, che segue il primo piano firmato Luca de Meo, Renaulution.
«È chiaramente una buona notizia per Kering e una cattiva per Renault – ha commentato Enguerrand Artaz, gestore di fondi presso La Financière de l’Echiquier -. Questa mossa potrebbe potenzialmente minare la strategia di Renault».
La gamma della casa automobilistica è stata «completamente trasformata» in meglio sotto Luca de Meo, ha osservato Stephen Reitman, analista di Bernstein.
Secondo lo stesso Reitman la partenza del ceo rappresenta uno shock e «inequivocabilmente un duro colpo per Renault».
Luca de Meo ha preso in mano l’azienda automobilistica parigina nel 2020. Era il momento più buio: conti in profondo rosso, alleanza con Nissan in crisi, identità smarrita.
In cinque anni ha ribaltato la situazione, riportando la casa della Losanga in utile e al record di redditività, rilanciando i marchi (Renault, Dacia, Alpine) e avviando la trasformazione verso l’elettrico.
Che cosa significa un manager esperto di automobili alla guida di una maison del lusso?
È una scelta che rompe le convenzioni: forse è proprio quello che serve a Kering.
Luca De Meo non disegna borse né scarpe, ma ha già dimostrato di saperci fare, ad esempio trasformando Cupra in un brand di culto per il Gruppo Volkswagen.
Oggi a Kering serve un costruttore di valore, prima ancora che di stile.
Resta da vedere se l’esperienza nell’industria pesante saprà tradursi in sensibilità per il mondo della moda.
Ma una cosa è certa: in tempi di crisi, il vero lusso è trovare chi sa dove portare la nave.
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