LA DISCEDENZA NEL PRESENTE SI PROGRAMMA E DIVENTA UNA DIVERSIFICAZIONE DEL PORTFOGLIO AGGRESSIVA NONCHE’ UNA SUPREMAZIA NELLA CONVERGENZA TRA BIOLOGIA E FINANZA

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LA DISCEDENZA NEL PRESENTE SI PROGRAMMA E DIVENTA UNA DIVERSIFICAZIONE DEL PORTAFOGLIO AGGRESSIVA NONCHE’ UNA SUPREMAZIA NELLA CONVERGENZA TRA BIOLOGIA E FINANZA

Una nuova classe sociale prende forma grazie alla tecnologia e alla biotecnologia.

È globale ed élitaria, conseguenza diretta del tecnopotere.

Non ha patria ma molte opzioni.

Quello attuale è uno scenario neofeudale ad alta intensità tecnologica che prepara dinastie apolidi che attraversano confini e sistemi giuridici, sfruttando bio-ingegneria e cittadinanze strategiche.

Quando il fondatore di Telegram Pavel Durov ha dichiarato di essere padre biologico di oltre cento bambini in dodici Paesi, le categorie utilizzate nei commenti dall’opinione pubblica (narcisismo, eugenetica…) hanno annacquato la comprensione della dimensione strutturale del fenomeno.

In realtà si è di fronte a un modello di ingegneria dinastica, punto di incontro tra biologia e allocazione di asset.

La riproduzione assume una forma scalabile.

Per capirlo basta pensare alla California con le sue avanzatissime cliniche di fertilità.

Qui imprenditori da ogni parte del mondo dei settori tech, gaming e real estate (da Xu Bo, cinese, fermato troppo tardi da un giudice americano, impegnato nella produzione seriale di eredi americani tramite maternità surrogata, al caso emblematico dell’americano Alexandr Wang) pianificano la discendenza come infrastruttura.

L’obiettivo è la costruzione di coorti familiari, in cui non c’entrano più nulla l’affetto e la successione.

In un mondo a pezzi è la cittadinanza la variabile strategica. Un figlio nato negli USA grazie allo ius soli rappresenta un’opzione di copertura contro il rischio politico.

Un passaporto americano garantisce mobilità, accesso ai sistemi educativi e finanziari, protezione giuridica. In presenza di congelamenti patrimoniali o restrizioni interne, il ramo statunitense della famiglia assicura continuità e libertà di movimento a un miliardario cinese.

Nel caso di Alexandr Wang, americano fondatore di ScaleAI, il progetto arriva a includere l’idea di riprodursi solo quando sarà pronto l’impianto Neuralink per neonati.

In tale prospettiva vi è l’idea di integrare interfacce cerebrali e selezione genetica, trasformando la prole in un investimento di lungo periodo su intelligenza e resilienza cognitiva.

In questo schema, il corpo femminile diventa opzionale ed entra in una supply chain globale là dove è consentito dalla Legge.

La maternità surrogata commerciale californiana separa e ottimizza le funzioni: ovociti selezionati per parametri cognitivi o estetici, utero contrattualizzato, Stato come marchio di garanzia legale.

Nei casi Xu Bo e Wang, la tecnologia aggiunge ulteriori livelli: gravidanze parallele, gestione algoritmica del processo, prospettive di ottimizzazione neurale.

La posta in gioco supera il problema del passaporto.

È una diversificazione patrimoniale.

Una discendenza numerosa e transnazionale consente la creazione di reti di trust, holding e fondazioni distribuite, capaci di resistere a shock nazionali e interventi statali (anche se il caso di Xu Bo annuncia una nuova consapevolezza giuridica).

Un po’ come avviene nell’ideologia sottostante la Blockchain, si tratta di una vera e propria rete familiare ridondante: se un nodo viene compromesso, il sistema resta operativo.

Si è di fronte ad un’idea di secessione riproduttiva, mitigata da controforze globali rallentate rispetto agli episodi emersi.

Non a caso la società che ha superato la soglia simbolica e tecnica della medicina riproduttiva tradizionale, Orchid Health, vede tra i suoi finanziatori Vitalik Buterin, fondatore della blockchain Ethereum e il CEO di Coinbase Brian Armstrong.

È l’unica, oggi, a offrire un sequenziamento completo del genoma sugli embrioni spingendosi oltre le varianti genetiche che causano malattie gravi e rare per includere anche i fattori di rischio: predisposizioni probabilistiche, poligeniche, statistiche.

Qui avviene il vero cambio di paradigma.

La medicina riproduttiva, in Europa e nel resto del mondo, resta ancorata a una logica difensiva: evitare la malattia.

Orchid, pur con potenziali benefici per la prevenzione sanitaria, introduce una logica finanziaria: ottimizzare il futuro.

L’embrione pesa per ciò che potrebbe diventare.

Non è l’eugenetica del Novecento, con il suo volto autoritario e statale.

Qui nessun modello è imposto, nessuna razza è ideale: si parla di solo dashboard, percentuali, score di rischio. Il figlio diventa un portafoglio genetico.

La nascita una decisione statistica.

È la convergenza tra biologia, finanza algoritmica e ideologia libertaria.

La stessa cultura che ha trasformato il denaro in codice sta ora trasformando la discendenza in una strategia di allocazione del rischio.

Mentre le economie avanzate discutono di inverno demografico e politiche per la natalità, una parte delle élite globali industrializza la continuità. Lo Stato-nazione perde centralità e assume il ruolo di service provider: si seleziona la giurisdizione più efficiente, come avviene per il cloud.

Le disuguaglianze si estendono dalla distribuzione del reddito alla progettazione della stirpe.

Si configura un’idea di vita ridotta a progetto molecolare, dove la responsabilità è molto diversa da quella della logica europea.

E l’etica? Ancora una volta non sembra essere universale: per i tecnocrati se si sa che l’embrione porta quei rischi e non si sceglie si è responsabili dell’eventuale malattia del futuro nascituro mentre per la medicina riproduttiva europea non si è obbligati a ottimizzare una vita che si presuppone comunque accolta come dono.

La responsabilità di selezionare per ridurre un rischio può portare a vedere il genitore come eticamente negligente, oppure la società colpevole di non aver permesso che il sapere diventasse obbligo morale.

L’asimmetria informativa, in un’infrastruttura non condivisa e in assenza, per ora, di Governance pubblica dell’informazione biologica produce dunque una moltiplicazione di disuguaglianze.

Non ultima quella di genere, ingigantita dallo scenario.

Anche venire al mondo oggi smette di essere un evento condiviso e, per chi possiede i dati e i capitali, diventa un progetto differenziale mosso dalla necessità di un’élite di riprogettare l’umano per costruire dinastie apolidi resilienti.

I.S.F.O.A.- Hoschule für Sozialwissenschaften und Management proprio per questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici ed unici in Economia Sociale e Sviluppo Territoriale unitamente a momenti di formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.

 

 

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