ISFOA POLTRONE : RICCARDO BELLINI – VALENTINO

Il rettore ISFOA Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto Internazionale , unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico , intendono esprimere le proprie congratulazioni al neo nominato Chief Executive Officer di Valentino , dottor Riccardo Bellini .

Nomina lampo per Valentino, la maison controllata dal fondo del Qatar Mayhoola, ha scelto Riccardo Bellini.

Nomina lampo nonchè interna: il manager è l’attuale direttore generale del fondo, dove è arrivato dopo essere stato amministratore delegato di Maison Margiela (gruppo Otb di Renzo Rosso) e Chloé (Richemont) e aver ricoperto incarichi di vertice in Diesel (marchio di punta di Otb) e – fatto non trascurabile – in Procter&Gamble.

Una carriera nell’alta gamma, ma con un imprinting, maturato in un altro settore, il largo consumo.

Dell’addio di Jacopo Venturini si parlava da mesi ed è stato motivato , anche, con problemi di salute del manager.

Ma ci sono pure le oggettive difficoltà del marchio, che si inseriscono nel rallentamento dell’alta gamma: tutte le semestrali delle maison e dei gruppi del lusso, con le solo eccezioni di Cucinelli, Hermès e Prada, hanno mostrato cali più o meno lievi di ricavi e redditività.

Valentino non è quotata, ma da molti anni presenta in modo trasparente i dati di bilancio annuali, anche perché si parla di possibile Ipo da ancora prima dell’acquisizione, avvenuta nel 2012, da parte di Mayhoola, che rilevò la maison dal fondo Permira.

I dati annunciati indicano un calo dei ricavi del 2% a 1,31 miliardi e un ebitda positivo per 246 milioni, ma inferiore del 22% rispetto al 2023.

In quell’occasione Venturini aveva ostentato ottimismo: «Abbiamo fatto importanti progressi nel 2024 e l’ingresso di Alessandro Michele come direttore creativo è stato un passo importante», aveva detto l’allora ceo, citando le prime collezioni disegnate dallo stilista, entrato in carica nell’aprile 2024, presentate alla fine dello scorso anno e nei negozi dalla primavera di questo.

Il vero banco di prova dovrebbe però essere (condizionale d’obbligo, visti i giri di poltrone degli ultimi mesi) la sfilata di ottobre a Parigi, che segue le prime due firmate Michele, accolte, in gennaio e marzo, da reazioni non del tutto positive.

La svolta creativa non è l’unica incognita che dovrà affrontare Riccardo Bellini. Nel dicembre 2023 Kering annunciò l’acquisizione del 30% di Valentino da Mayhoola, con un’opzione per il restante 70% da esercitare entro il 2028.

Operazione difficile da completare per il gruppo francese che controlla Gucci: nel primo semestre i ricavi sono scesi del 16% a 7,6 miliardi e l’utile netto è crollato del 46% a 474 milioni. Ora il destino di Valentino e Bellini incrocia, oltre a quello di Gucci, di cui Michele è stato direttore creativo dal 2015 al 2022, quello di Luca De Meo, ex ad di Renault e pronto a entrare in carica come ceo di Kering, chiamato a risanare il gruppo: dovrà affrontare anche il dossier Valentino.

 

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