ISFOA OSSERVATORIO : NELL’ULTIMO ANNO GLI IMPIEGHI BANCARI VIVI ALLE IMPRESE ITALIANE SONO DIMINUITI DEL 7,7 PER CENTO IN TERMINI ASSOLUTI LA CONTRAZIONE E’STATA PARI a 55,8 MILIARDI DI EURO E SENZA LIQUIDITA’ UNA IMPRESA NON PUO’ FARE INVESTIMENTI SPESSO E’ COSTRETTA A RITARDAE I PAGAMENTI AI FORNITORI E NEI CASI PIU’ CRITICI INIZIA A NON VERSARE CON REGOLARITA’ GLI STIPENDI AI PROPRI DIPENDENTI CONFERMANDO COSI IN MANIERA AUTOREVOLE  LA SITUAZIONE DI GRANDE CRISI DEL  MERCATO IMMOBILIARE IN ITALIA CHE COMPORTERA’ UNA NOTEVOLE RIDUZIONE DEI PREZZI E DELLE COMPRAVENDITE ED UN AUMENTO ESPONENZIALE DEI MUTUI E DELLE SPESE DI MANTENIMENTO CAUSATA DALLA  MAZZATA DELLA UNIONE EUROPEA PER EFFICIENTARE LE EMISSION

ISFOA OSSERVATORIO : NELL’ULTIMO ANNO GLI IMPIEGHI BANCARI VIVI ALLE IMPRESE ITALIANE SONO DIMINUITI DEL 7,7 PER CENTO IN TERMINI ASSOLUTI LA CONTRAZIONE E’STATA PARI a 55,8 MILIARDI DI EURO E SENZA LIQUIDITA’ UNA IMPRESA NON PUO’ FARE INVESTIMENTI SPESSO E’ COSTRETTA A RITARDAE I PAGAMENTI AI FORNITORI E NEI CASI PIU’ CRITICI INIZIA A NON VERSARE CON REGOLARITA’ GLI STIPENDI AI PROPRI DIPENDENTI CONFERMANDO COSI IN MANIERA AUTOREVOLE LA SITUAZIONE DI GRANDE CRISI DEL MERCATO IMMOBILIARE IN ITALIA CHE COMPORTERA’ UNA NOTEVOLE RIDUZIONE DEI PREZZI E DELLE COMPRAVENDITE ED UN AUMENTO ESPONENZIALE DEI MUTUI E DELLE SPESE DI MANTENIMENTO CAUSATA DALLA MAZZATA DELLA UNIONE EUROPEA PER EFFICIENTARE LE EMISSIONI

COME PREVISTO PUNTUALMENTE DAL 2021 E’ ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA COSTITUITA DA FALLIMENTI LICENZIAMENTI INFLAZIONE STRETTA DI LIQUIDITA’ AUMENTO DEL COSTO DEL DENARO GLI EFFETTI DEVASTANTI DELLA GUERRA E DELLE SANZONI

 

RIFLETTERE PENSARE MEDITARE AVERE BUON SENSO ED ESSERE RAZIONALI SONO QUALITA’ BASILARI ED INNATE CHE PERO’ VANNO SVILUPPATE E COLTIVATE CON UNA ADEGUATA FORMAZIONE ACCADEMICA

RASSEGNA STAMPA CONSIDERAZIONI RIFLESSIONI COMMENTI OSSERVAZIONI SPUNTI SCENARI E PREVISIONI

Nell’ultimo anno gli impieghi bancari vivi alle imprese italiane sono diminuiti del 7,7 per cento.

Lo dicono i dati disponibili (Agosto 2023 rispetto allo stesso mese del 2022).

In termini assoluti la contrazione è stata pari a 55,8 miliardi di euro.

La riduzione alle realtà imprenditoriali con meno di 20 addetti è stata dell’8,7 per cento; quelle di dimensione superiore, invece, hanno subito un “taglio” un po’ più contenuto e, precisamente, del 7,5 per cento.

Le aziende con meno di 20 addetti costituiscono il 98 per cento circa delle aziende totali presenti in Italia.

A lanciare l’allarme è l’Ufficio studi della CGIA che identifica tre cause per la stretta creditizia. a) l’aumento dei tassi di interesse imposto dalla BCE in questo ultimo anno ha reso molto costoso indebitarsi. Pertanto, molte imprese, soprattutto di media/grande dimensione, hanno preferito ricorrere a forme di autofinanziamento; b) il calo dei volumi di credito è correlato anche alla frenata del Pil nazionale che ha provocato una flessione della domanda di prestiti; c) le banche hanno meno liquidità a disposizione sia perché devono restituire alla BCE i fondi Tltro [2] (altri 174 miliardi di euro entro settembre 2024), sia perché la raccolta è diminuita.

La combinazione di questi fenomeni – sottolinea la Cgia – ha spinto molti istituti a “sacrificare” il credito più complicato: ovvero quello da erogare alle piccolissime imprese che, tendenzialmente, presenta costi di istruttoria relativamente più elevati e una gestione amministrativa molto laboriosa.

Senza liquidità una impresa, soprattutto piccola – si legge nella nota – non può fare investimenti, spesso è costretta a ritardare i pagamenti ai fornitori e nei casi più critici inizia a non versare con regolarità gli stipendi ai propri dipendenti.

Per evitare che tutto questo provochi una chiusura definitiva dell’attività o, peggio ancora, che i titolari scivolino nella rete tesa dalle organizzazioni criminali che, in questi momenti, sono sempre disponibili a prestare soldi ad aziende in difficoltà, è necessario che il Governo intervenga subito, rifinanziando il Fondo di Garanzia per le PMI che era stato potenziato nel periodo del Covid.

Grazie a questo strumento rivisitato, molti istituti di credito si troverebbero nelle condizioni di prestare i soldi senza correre alcun rischio di veder aumentare a dismisura le insolvenze.

Tra le piccole imprese il credit crunch più forte è avvenuto lungo la dorsale adriatica .

Ricordiamo che tra il marzo 2020 e il giugno 2022, per sostenere le PMI colpite dall’emergenza pandemica il Fondo di Garanzia ha garantito oltre 256,8 miliardi di euro di prestiti.

Tra le aziende con meno di 20 addetti, nell’ultimo anno (agosto 2023 sullo stesso mese del 2022), la riduzione del credito è stata pari a 10,6 miliardi di euro (-8,7 per cento). Attualmente, l’ammontare complessivo dei prestiti bancari erogati alle piccolissime imprese è di 111 miliardi di euro.

La contrazione regionale più importante ha riguardato le realtà delle Marche (-11,1 per cento pari a un valore assoluto di -421 milioni di euro). Seguono quelle del Veneto (-10,2 per cento pari a -1,3 miliardi di euro), del Friuli-Venezia Giulia (-10,1 per cento che corrisponde a -265 milioni di euro) e della Lombardia (sempre -10,1 per cento pari a -2,3 miliardi di euro).

Le situazioni meno “critiche” si sono verificate in Sardegna (-6,7 per cento pari a -178 milioni di euro), in Trentino-Alto Adige (-6,4 per cento pari a -515 milioni di euro) e, in particolar modo, nel Lazio (-6,3 per cento pari a -481 milioni di euro) (vedi Tab. 2).

A livello provinciale, infine, le piccole realtà imprenditoriali più interessate dalla stretta creditizia sono state quelle di Bergamo (-13,1 per cento pari a -328,5 milioni di euro), di Varese (-12,7 per cento e -182,1 milioni di euro), di La Spezia (-12,5 per cento e -47,2 milioni di euro), di Lecco (-12,4 per cento e -82,8 milioni di euro), di Ancona (-12,1 per cento e -127,4 milioni di euro), di Isernia (-12 per cento e -12,2 milioni di euro) e di Pesaro-Urbino (-11,9 per cento pari a -116,7 milioni di euro).

Tra quelle che invece hanno subito le flessioni più contenute registriamo le piccole aziende ubicate nella provincia di Sud Sardegna (-5,1 per cento pari a -20,3 milioni di euro), nella P.A. di Bolzano (-4,7 per cento e -255 milioni di euro) e, infine, di Grosseto (-2,7 per cento pari a -25,6 milioni di euro).

TRASFORMA L’ ESPERIENZA IN LAUREA POICHE’ NELLA MODERNA SOCIETA’ SOLO CHI E’ DOTTORE VIENE VERAMENTE CONSIDERATO E VALORIZZATO

POTRESTI ESSERE GIA’ LAUREATO E NON SAPERLO E QUINDI AVER PERSO OPPORTUNITA’ DI CARRIERA ED AUMENTI DI STIPENDIO E SE PRESENTI UN CANDIDATO AVRAI UN IMPORTANTE RICONOSCIMENTO ECONOMICO OLTRE ALLA GRATITUDINE ETERNA DEL TUO CONOSCENTE .


La V.A.E. ( Validazione del Sapere Acquisito con l’ Esperienza ) è un dispositivo procedurale normativo avviato in Francia nel 2002 ed adottato anche da ISFOA Libera e Privata Università di Diritto Internazionale che permette a tutti coloro che hanno acquisito esperienza professionale di richiedere il rilascio di un diploma universitario .


Questo sistema di convalida dell’apprendimento non formale e informale si basa su una ampia esperienza di pratiche in materia di identificazione e riconoscimento dell’apprendimento pregresso e dell’esperienza professionale ed ha l’obiettivo di dare la possibilità a chi non possiede un titolo di studio , ma vanta esperienze professionali e competenze per ottenere un primo livello di qualifica , di accrescere il proprio livello di istruzione a livello accademico .

 

ISFOA HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT Libera e Privata Università di Diritto Internazionale fin dalla sua costituzione avvenuta nel 1998 è caratterizzata e riconosciuta universalmente per la propria missione di Solidarietà , Sviluppo Sociale Culturale caratteristiche queste uniche che l’ hanno fatta diventare una delle più ambite e prestigiose università telematiche internazionali , possiede di conseguenza una consolidata reputazione che la qualifica come una organizzazione corretta , trasparente e veloce , soprattutto nella erogazione e destinazione dei fondi raccolti destinati ad opere di bene sia in Africa che in Italia .

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