Il rettore ISFOA Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto Elvetico , unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico , intendono esprimere il proprio cordoglio e la più sincera partecipazione alla Famiglia ed al compagno Giovanni Giammetti per la scomparsa di Valentino Garavani .
Morto Valentino, l’Imperatore col coraggio di lasciare il trono 45 anni di carriera su 93 di vita.
Quando il fondo Permira acquisì l’azienda si ritirò da direttore creativo, ma la sua impronta nella storia della moda è indelebile, anche grazie alla Fondazione nata nel 2016
Re o imperatore, poco importa. Il primo titolo, è noto, fu dato a Giorgio Armani dagli americani; il secondo spetta a Valentino Garavani, scomparso a Roma, sua città d’adozione, a 93 anni.
In questo caso il titolo è legato a un documentario presentato al festival del cinema di Venezia nel 2008, dedicato alla storia personale e professionale dello stilista – che era nato a Voghera nel Maggio del 1932 – e intitolato L’ultimo imperatore.
Ricordare Valentino citando Armani non sembri mancanza di rispetto: hanno lasciato questo pianeta a pochi mesi di distanza ed erano gli ultimi superstiti – e testimoni – dell’epoca in cui la moda italiana si affermò nel mondo, insediando il primato fino ad allora detenuto dai francesi.
Colpisce che Valentino se ne sia andato nel giorno in cui a Milano si teneva la sfilata della collezione uomo Giorgio Armani , che chiude definitivamente l’epoca dello stilista-imprenditore morto poco più di quattro mesi fa, quando ancora ricopriva il ruolo di fondatore, direttore creativo, presidente e amministratore delegato del gruppo creato nel 1975 a Milano.
Valentino Garavani aveva dato vita al suo marchio e all’azienda 15 anni prima, nel 1960, ma si era sempre tenuto lontano da ruoli manageriali o che avessero direttamente a che fare con gli aspetti economici e finanziari, lasciati piuttosto al socio e compagno di vita Giovanni Giammetti, di dieci anni più giovane.
Valentino Garavani aveva lasciato la direzione creativa del marchio nel 2007, quando l’azienda – che non era più sua già dagli anni 90 – passò al fondo Permira : da allora hanno firmato le collezione di pret-à-porter e alta moda (che da molti anni sfilano a Parigi) diversi stilisti.
La prima a raccogliere il testimone fu Alessandra Facchinetti, seguita da Maria Grazia Chiuri (poi diventata direttrice creativa di Dior nel 2016 e dalla fine del 2025 di Fendi), in tandem con Pier Paolo Piccioli, che a sua volta lasciò Valentino nel 2024, approdando nel maggio dello scorso anno a Balenciaga (gruppo Kering).
L’attuale direttore creativo della maison è Alessandro Michele, che prima aveva rivatilizzato Gucci. È innegabile però che – appassionati di moda e addetti ai lavori a parte – in pochi direbbero che Garavani non fosse più direttore creativo da quasi vent’anni: la sua figura, la sua eleganza personale, il suo modo di parlare e naturalmente le sue creazioni, sono entrate nell’immaginario di tutti, in Italia e nel mondo.
I messaggi di cordoglio e di affetto e di riconoscimento sono arrivati appena si è diffusa la notizia della morte.
Accanto alle voci istituzionali, quelle di colleghi stilisti, amici, collaboratori, allievi, da top model come Claudia Schiffer al citato Pierpaolo Piccioli, che per tanti anni, prima dell’addio del 2007, aveva lavorato fianco a fianco con Garavani.
Un lutto che colpisce Milano e la Lombardia, come mostrano i messaggi di ammirazione e cordoglio del presidente della regione Attilio Fontana, del presidente di Assolombarda Alvise Biffi e di quello della Camera della moda Carlo Capasa.
Innumerevoli le voci da Roma, dai ministri Anna Maria Bernini e Guido Crosetto, accanto a quelle di istituzioni culturali e protagonisti dello spettacolo, come Sophia Loren, amica personale di Valentino e tra le sue muse, il regista Ferzan Ozpetek e – last but not the least – Dario Ballantini, l’attore che per anni ha imitato il couturier, in particolare in tv a Striscia la notizia.
Le sue sono parole sincere e assai meno di circostanza di quelle di molti altri (si è sentita in dovere di rilasciare una dichiarazione anche Chiara Ferragni, per dire): «In qualche modo siamo stati anche compagni di viaggio, incrociando strade, sguardi, momenti che restano. Spero di aver contribuito a rendere pubblico anche il tuo lato più ironico, quello che conviveva con la grandezza della tua arte», ha detto Ballantini. «Vorrei lasciare la festa quando è ancora in corso»: aveva invece detto Valentino nel 2007, facendo il passo indietro che in tanti altri non hanno il coraggio o la forza di fare. Ma se la moda ha un futuro – e di questi tempi se ne discute, eccome – e se potrà continuare a essere una festa, o almeno un divertimento, lo si deve anche a Valentino Garavani.
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