I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT
LIBERO E PRIVATO ATENEO TELEMATICO
DI DIRITTO INTERNAZIONALE
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Istituzione Privata Svizzera di Istruzione Superiore Universitaria e di Ricerca Accademica di Qualità Internazionale
RASSEGNA STAMPA A CURA DI
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IN ITALIA IL RISCHIO CIBERNETICO E’ ANCHE UN ELEMENTO FONDAMENTALE PER IL
MERITO CREDITIZIO .
Un indicatore “NLP” misura la vulnerabilità delle aziende: gli attacchi
crescono e l’impatto arriva prima delle difese.
Il rischio cibernetico non è più solo un problema “tecnico” da demandare
all’IT: può diventare un fattore capace di compromettere la continuità
aziendale e, per questo, deve entrare a pieno titolo nella valutazione del
merito creditizio delle imprese.
È la linea indicata da Bankitalia nella pubblicazione “The Cyber Risk of
Non-Financial Firms”, inserita nella collana Mercati, infrastrutture,
sistemi di pagamento.
Il punto di partenza è chiaro: un attacco informatico oggi non produce
soltanto danni reputazionali o disservizi temporanei, ma può tradursi in
stop operativi, blocco dei sistemi, rallentamento della produzione e perdita
di fatturato. Un impatto che, nella prospettiva della vigilanza e del
sistema bancario, diventa direttamente collegato al rischio di credito: se
un’azienda non riesce a garantire la propria operatività, aumenta anche la
probabilità di difficoltà finanziarie.
Nel lavoro, Bankitalia propone un indicatore di vulnerabilità al rischio
cyber dedicato alle imprese non finanziarie italiane, costruito con un
approccio innovativo: tecniche di elaborazione del linguaggio naturale (NLP)
e modelli avanzati di intelligenza artificiale applicati a bilanci, notizie
di stampa e rapporti di settore sulla sicurezza informatica. Un modo per
trasformare segnali spesso dispersi – o comunicati in modo non uniforme – in
una metrica utile a leggere l’esposizione reale di un’impresa agli attacchi.
La base dell’indicatore è una tassonomia elaborata per il contesto italiano,
che prova a mettere ordine in un campo dove finora mancava un quadro
unitario.
L’obiettivo è includere dimensioni del rischio cyber che spesso restano
fuori dalle analisi tradizionali. Il modello, su un campione ampio ed
eterogeneo di aziende, tiene insieme più livelli: il verificarsi di
attacchi, il grado di rispetto della regolamentazione, la presenza di
tecnologie di difesa e anche certificazioni specifiche di sicurezza
informatica.
Il passaggio più rilevante riguarda le implicazioni economiche: secondo
Bankitalia, l’opportunità di includere il rischio cyber nei modelli di
merito creditizio è rafforzata dai dati sugli attacchi informatici in
Italia, in aumento dal 2019.
E c’è un elemento che pesa: l’effetto negativo di un incidente informatico
sulla vulnerabilità dell’impresa “subito dopo” un attacco risulta superiore
ai benefici generati dalle misure difensive, che richiedono tempo per
produrre effetti pienamente visibili.
In altre parole, la prevenzione è decisiva ma non immediata: investire in
sicurezza informatica è necessario, però i risultati non si materializzano
dall’oggi al domani, mentre un attacco può produrre danni rapidi e profondi.
Non solo. Bankitalia segnala anche un comportamento tipico delle aziende:
molte tendono ad arricchire le informazioni sul rischio cyber nei documenti
ufficiali solo dopo aver subito un attacco, quando ormai il problema è
esploso e la vulnerabilità è diventata evidente.
Il tema, dunque, diventa anche di trasparenza e governance. Se la
cybersicurezza entra nel merito creditizio, cambiano le regole del gioco:
non sarà più solo un costo operativo, ma una variabile che può influenzare
l’accesso al credito, il pricing dei finanziamenti e la percezione di
solidità di un’impresa.
Un passaggio che spinge il rischio cyber dentro il cuore dell’economia
reale, dove continuità operativa e affidabilità finanziaria sono sempre più
legate.
I.S.F.O.A.- Hoschule für Sozialwissenschaften und Management proprio per
questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento
istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici
ed unici in Economia Sociale e Sviluppo Territoriale unitamente a momenti di
formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla
Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in
Brianza.