Il rettore ISFOA Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto Elvetico , unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico , intendono esprimere il proprio cordoglio alla Famiglia , ed a tutte le risorse umane dell’Hotel Villa d’Este a Cernobbio per la scomparsa dello storico amministratore delegato Jean Marc Droulers .
Jean Marc Droulers, storico amministratore delegato dell’Hotel Villa d’Este di Cernobbio, si è spento dopo una breve malattia, curata tra la Svizzera e Como.
Nato ad Algeri durante il secondo conflitto mondiale, Droulers aveva compiuto 81 anni di recente.
La sua carriera di illuminato manager dell’alta hotellerie è stata interamente spesa sulle rive del lago di Como.
A Villa d’Este era approdato nel 1967, entrando nel consiglio di amministrazione, di cui dopo il ciclo di studi e la laurea alla Bocconi – a completare una formazione scolastica iniziata in Francia e negli Stati Uniti – divenne responsabile nel 1976.
La lunga storia professionale nell’ex convento di suore – trasformato nel 1568 dal cardinale Tolomeo Gallio nella villa-parco per incontri per letterati e artisti, e definitivamente diventato hotel nel 1873, dopo essere passato dalle mani di re del Marocco e di principesse del Galles – è durata ininterrottamente fino al 2011.
A Villa d’Este Jean Marc Droulers aveva portato il suo stile, perfettamente integrato con l’iconografia prestigiosa – per non dire elitaria – del duplice complesso edilizio, i cui padiglioni non a caso sono da sempre indicati dai locali come quello “del Cardinale” e, quello accanto, “della Regina”. Uno stile che cominciava dal lessico, elegante e raffinato ma mai contaminato da sovrastrutture ampollose o da inglesismi superflui.
Villa d’Este non ha «clienti», ripeteva il manager già in anni lontanissimi, ma «ospiti», e siccome «lo spirito, qui, è quello di essere contenti nell’accoglierli, contenti nel servirli» non fa differenza accogliere un regnante o un ospite “anonimo” che esige semplicemente i massimi standard da tutti i servizi. Da qui un’etica del lavoro individuata come collante – oggi si direbbe team building – per le centinaia di dipendenti dell’hotel.
In una delle rare interviste, rilasciata a La Provincia di Como, disse che dai dipendenti pretendeva «che siano fieri di lavorare a Villa d’Este. Qui anche il mestiere più umile è importante e va fatto con passione. Il 90 per cento di chi lavora è a contatto con gli ospiti, è fondamentale lavorare sempre con il sorriso sulle labbra».
L’occhio da manager era però molto attento anche alle dinamiche del distretto del lago. Un posto «meraviglioso» che Como e i comaschi avevano trascurato, dal punto di vista turistico, per troppi decenni.
La “belle epoque” era finita proprio con la Grande Guerra. Con acuta visione prospettica, Droulers aveva anche intuito in anticipo il rischio della massificazione del turismo. Un peso, o forse un’onta, che il suo lago delle buone maniere non avrebbe mai dovuto sopportare.
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