ISFOA CORDOGLIO : BRUNO BOLFO

Il rettore ISFOA Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto Elvetico , unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico , intendono esprimere il proprio cordoglio e la più sincera partecipazione alla Famiglia ed a tutte le risorse umane del Gruppo Duferco per la scomparsa del fondatore Bruno Bolfo .

 

Morto Bruno Bolfo, fondatore di Duferco e leggenda dell’acciaio

 

Il ricordo. Scompare all’età di 84 anni l’imprenditore di Lavagna che nel 1979 ha fondato in Brasile uno dei più grandi gruppi mondiali della siderurgia

Ci sono uomini che fanno la storia ma che – nell’ombra della loro discrezione e per l’appartenenza a settori industriali lontani dalla luce dei riflettori – conoscono in pochi. Bruno Bolfo, scomparso all’età di 84 anni, era uno di questi. Bolfo, che nella siderurgia internazionale ha espresso per la sua competenza e per il suo carisma un’aura quasi leggendaria, è stato per molte ragioni una personalità di rilievo nella manifattura italiana, europea, mondiale.

Prima di tutto perché nel 1979 ha fondato la Duferco, che oggi rimane uno dei gruppi della siderurgia italiana e continentale meglio modellati sul canone di una strategia di internazionalizzazione insieme ponderata e aggressiva. In secondo luogo perché ha tracciato, con il suo percorso di imprenditore, una vera e propria linea evolutiva storica per il nostro Paese, basata sulla accumulazione di competenze tecno-manifatturiere e manageriali nell’ambito dell’economia pubblica e sfociata poi nella industria privata con, appunto, il capitale di rischio e la struttura proprietaria famigliare.

La prima fase della vita di Bruno Bolfo – allo stesso tempo quieta e avventurosa – è stata quella di un bambino e di un ragazzo che, da subito, conosce l’amaro della vita.

Nato a Lavagna nel 1941 in una famiglia agiata di commercianti, perde il padre – malato di un tumore – all’età di cinque anni. Quel lutto fa precipitare le condizioni economiche della sua famiglia e lo obbligherà a lavorare durante gli anni degli studi universitari in economia.

«Il professore di religione del mio liceo – avrebbe raccontato – mi segnalò che un’azienda pubblica attiva nell’acciaio cercava personale. Fu un consiglio molto utile: avevo bisogno di uno stipendio per mantenermi da solo. Entrai a vent’anni nel mondo Iri. Ne sarei uscito a trentotto».

Nella galassia Iri, diventa subito dirigente della Siderexport, la trading company della Italsider, e conquista una posizione chiave: è a capo dell’export di acciaio negli Stati Uniti. Nel 1979, compie il primo grande salto: decide di lasciare l’economia pubblica e di aprire una propria società, che ha come attività prevalente l’esportazione dell’acciaio brasiliano.

Per questo, lascia New York e si trasferisce a Rio de Janeiro dove fonda, con quattro impiegati, la Duferco. Bolfo, da subito, amplia il raggio di azione ad Argentina, Messico e Venezuela. Conquistata una posizione di preminenza nel commercio internazionale dell’acciaio sudamericano, prima torna a New York e poi si concentra sull’Europa, spostandosi a Lugano, in Svizzera, da cui opera – da subito – non solo nel trading dell’acciaio continentale, ma anche e soprattutto in quello dell’acciaio russo e cecoslovacco. Sono gli anni Novanta. È caduto il Muro di Berlino. Il socialismo reale è imploso su sé stesso.

La storia dell’acciaio è soprattutto a Est. Lui è sempre in volo fra le regioni più lontane dell’ex Urss e Mosca, fra San Pietroburgo e Kiev.

Qualcuno scriverà un giorno la storia della globalizzazione. E Bruno Bolfo sarà uno dei protagonisti. Anche perché – a differenza di molti altri imprenditori ossessionati dal denaro per il denaro e quindi naturalmente indotti dalla loro natura a passare dal trading manifatturiero alla finanza pura – Bolfo fa l’opposto: completa il trading di prodotti manifatturieri con la produzione e con la fabbrica.

Si legge in una toccante lettera interna inviata a tutti i dipendenti dai vertici della Duferco, oggi guidata dal nipote Antonio Gozzi: «Alla metà degli anni Novanta, con straordinaria visione e grande coraggio imprenditoriale, decide che l’avvento di Internet è destinato a ridimensionare le asimmetrie informative che sono alla base del trading e avvia una strategia di ingresso nella produzione siderurgica che ci porta in poco tempo ad essere, nel 2004, il trentaquattresimo produttore del mondo, con quasi 8 milioni di tonnellate l’anno. Abbiamo impianti in Italia, Belgio, Francia, Danimarca, Macedonia, Russia, Stati Uniti, Guatemala e Sud Africa, con quasi 20 mila dipendenti. È una fase difficile ed esaltante: acquisizioni, alleanze e giganteschi investimenti per la nostra famiglia».

Nell’ambiente della siderurgia Bolfo è ritenuto da soci e da concorrenti una personalità abile e carismatica, gentile e inesorabile, riservata sempre e dura quando necessario.

A differenza di molti suoi colleghi, per cui l’impresa è una condizione unica e totalizzante, coltiva interessi personali divergenti rispetto al trading e all’acciaio. A Castelnuovo Berardenga, sulle colline senesi, Bruno e la sorella Giuseppina comprano a fine anni Novanta un vecchio convento in rovina e – oltre a creare nel tempo un resort per la accoglienza – fanno rivivere il borgo medievale, immerso in 265 ettari di boschi e di uliveti e in 109 ettari di vitigni, per i quali viene chiamato uno dei più brillanti enologhi italiani, Riccardo Cotarella: nel 2021 il chianti classico è al trentasettesimo posto della classifica dei cento migliori vini al mondo redatta da Wine Spectator.

L’ultima ragione per cui Bolfo verrà ricordato con rispetto e stima è lo stile e l’intelligenza con cui, con il suo consiglio e la sua esperienza, ha assecondato l’avvento dei più giovani nell’azienda di famiglia da lui fondata. Si legge infatti nella bella lettera interna di Duferco: «Con grande generosità nella fase finale della sua attività professionale gestisce un delicato passaggio generazionale che ha portato Augusto e Vittoria Gozzi alla testa del gruppo. Il più grande insegnamento che ci lascia è quello di osare sempre con ottimismo e la convinzione che il business può essere una fantastica espressione della creatività umana. L’altro insegnamento fondamentale è che per generare valore bisogna avere equilibrio e rispetto per tutti, non solo i collaboratori, ma anche i clienti e i fornitori. Ci mancheranno ogni giorno il suo sorriso e la sua forza, ma cercheremo di non tradire mai la sua memoria». Bruno Bolfo – nato a Lavagna, vissuto a New York, Rio de Janeiro, Lugano e nel mondo – mancherà a tutti.

LOGO-ISFOA-scont-2021.png
   

I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT   

LIBERA E PRIVATA UNITELEMATICA DI DIRITTO INTERNAZIONALE

FONDAZIONE ED ENTE MORALE DI RICERCA SENZA SCOPO DI LUCRO E DI INTERESSE GENERALE

Persona Giuridica Legalmente Costituita ed Autorizzata ai sensi del Codice Civile Svizzero ed in conformità della Costituzione Federale Svizzera , della Legge sull ‘ Educazione e sul Diritto Scolastico del Cantone Zugo e della Legge Federale sulla Promozione e sul Coordinamento del Settore Universitario Svizzero  .

Denominazione Autorizzata dalla SEFRI Segreteria di Stato per la Formazione la Ricerca e l’ Innovazione Scuole Universitarie della Confederazione Svizzera Dipartimento Federale dell’ Economia della Formazione e della Ricerca ed Approvata dall’ Ufficio Federale del Registro di Commercio  di Berna e del Cantone Zugo

Torna in alto