IN ITALIA SI STA REGISTRANDO UN ALLARME IMPRESE CON UNA CRESCITA DEL + 11,7% DELLE LIQUIDAZIONI GIUDIZIALI

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IN ITALIA SI STA REGISTRANDO UN ALLARME IMPRESE CON UNA CRESCITA DEL + 11,7%
DELLE LIQUIDAZIONI GIUDIZIALI
 
 
 
Il tessuto imprenditoriale italiano mostra segnali di sofferenza crescente
mentre la macchina della giustizia fallimentare inizia a perdere giri,
delineando uno scenario di maggiore fragilità per il 2026. Secondo quanto
emerge dall’Osservatorio Berry Sea, che ha monitorato l’attività dei
tribunali nazionali nel corso del 2025, le nuove liquidazioni giudiziali
hanno registrato un incremento a doppia cifra, toccando quota 10.028 con un
balzo dell’11,7% rispetto all’anno precedente.
 
Una pressione in entrata cui fa da contraltare un rallentamento della
capacità di smaltimento del sistema: le procedure definite sono infatti
calate del 3,8%, scendendo a 12.618 unità.
 
 
ALLARME IMPRESE: LIQUIDAZIONI IN CRESCITA DEL + 11,7%
 
 
Sebbene il clearance rate rimanga in territorio positivo con un saldo del
18% – segno che si chiudono ancora più fascicoli di quanti se ne aprano – il
margine si è drasticamente ridotto rispetto al cuscinetto del 36% rilevato
nel 2024, evidenziando una progressiva erosione dell’efficienza nello
smaltimento dello stock.
 
 
La geografia della crisi vede Roma e Milano confermarsi come gli epicentri
dei volumi nazionali, ma con dinamiche opposte: se il capoluogo lombardo
mantiene un certo equilibrio, la Capitale ha visto esplodere le iscrizioni
del 48%, scivolando in un clearance rate negativo del -7%, situazione in cui
le nuove aperture corrono più veloci delle chiusure nonostante gli sforzi
del tribunale capitolino che ha comunque aumentato le definizioni del 18%.
 
A livello regionale, la Lombardia resta il polo principale per volumi
assoluti , ma preoccupano le accelerazioni improvvise di Emilia-Romagna
(+41%) e Lazio (+40%) , mentre sul fronte delle chiusure si segnalano
frenate significative in Campania, Liguria e Marche.
 
 
Giacomo Fava, Lead AI Engineer di Berry Srl (in foto), avverte che “il
sistema tiene ma entra in una fase più delicata”, sottolineando come
l’aumento del carico di lavoro futuro rischi di generare un nuovo accumulo
di pendenze se non gestito. Attualmente lo stock di procedure pendenti è
sceso a 47.443 unità (-5,2%), ma la composizione sta cambiando: calano i
vecchi fallimenti e aumentano le nuove liquidazioni giudiziali, tecnicamente
più complesse. Il 2025 si chiude dunque con una stagionalità marcata, che ha
visto il picco di attività a dicembre e il minimo ad agosto, e con un monito
chiaro per gli operatori del credito e della giustizia: il 2026 sarà l’anno
della verità per la tenuta dei tribunali.
 
I.S.F.O.A.-  Hoschule für Sozialwissenschaften und Management  proprio per
questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento
istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici
ed unici in Economia Sociale e Sviluppo Territoriale unitamente a momenti di
formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla
Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in
Brianza.
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