IN ITALIA NON POSSIAMO PERDERE UNA GENERAZIONE SERVE PIU’ STABILITA’ PER I GIOVANI.

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IN ITALIA NON POSSIAMO PERDERE UNA GENERAZIONE SERVE PIU’ STABILITA’ PER I GIOVANI.

 

L’INTERVISTA MARIA CRISTINA PISANI PRESIDENTE CONSIGLIO NAZIONALE GIOVANI

«NON POSSIAMO PERDERE UNA GENERAZIONE SERVE PIU’ STABILITA’»

«Il tasso di occupazione giovanile in Italia (34,4%) registra un aumento che però resta ben al di sotto della media europea (49,6%), un trend che resta invariato ormai da decenni. Il nostro non è solo un problema di crescita numerica, ma anche di qualità dell’occupazione che continua a caratterizzarsi per una profonda precarietà a cui si affiancano redditi bassissimi, con variazioni significative di genere. Questi numeri rappresentano uno scarto di opportunità e crescita».

Maria Cristina Pisani, presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani commenta i risultati dell’indagine sulla forza lavoro che vedono ancora una volta penalizzata la fascia di popolazione giovanile.

ORAMAI SECONDO IL SISTEMA EXCELSIOR QUASI UNA ASSUNZIONE PROGRAMMATA SU DUE E’ DIFFICILE DA COPRIRE PER LE IMPRESE SOPRATTUTTO PERCHE’ NON RIESCONO A TROVRE I PROFILI RICERCATI . QUANTO INCIDE SULLA RIDOTTA PARTECIPAZIONE DEI GIOVANI AL MERCATO DEL LAVORO IL MISMATCH DELLE COMPETENZE ?

Il persistente divario tra domanda e offerta di competenze è uno dei principali nodi irrisolti del nostro Paese. Manca un sistema di incontro.

I percorsi formativi non sono allineati ai fabbisogni del mercato che continua a richiedere figure professionali scientifiche e tecniche.

Scontiamo, inoltre, ancora un pregiudizio culturale che dobbiamo affrontare. Mentre nel Nord Europa vengono implementati e valorizzati percorsi tecnici professionali, oggi maggiormente richiesti dal mercato del lavoro, da noi i genitori continuano erroneamente a sperare per i figli una carriera universitaria.

Occorre, invece, invitare i ragazzi a intraprendere dei percorsi coerenti alle loro attitudini, orientandoli alle trasformazioni del mercato del lavoro.

I dati, però, mostrano che oltre al mismatch c’è un sistema che non offre opportunità di lavoro stabile e di qualità. L’incidenza dell’11,8% di giovani lavoratori tra i 16 e i 29 anni a rischio povertà nel 2024, con un reddito inferiore al 60% del reddito mediano nazionale, è un segnale preoccupante.

DALLA VOSTRA INDAGINE EMERGE CHE TRA I GIOVANI VI E’ PIU’ RICORSO AL TEMPO DETERMINATO E VI E’ PPIU’ PRT TIME E TUTTO CIO’ CHE HA CONSEGUENZE SULLE PROSPETTIVE DI VITA.

Oltre un terzo dei giovani under 35 lavora con contratti a tempo determinato o stagionali. È una condizione che penalizza in particolare le donne: il 49,3% delle lavoratrici giovani ha un contratto part-time, a fronte del 29,7% degli uomini.

Questa precarietà strutturale impedisce qualunque prospettiva di vita autonoma: acquistare una casa, costruire una famiglia, contribuire stabilmente al sistema previdenziale. È necessario rafforzare strumenti contrattuali che promuovano stabilità, qualità del lavoro e valorizzazione delle competenze.

QUALI MISURE POSSONO CONTRIBUIRE A MIGLIORRE QUESTA SITUAZIONE CHE VEDE I GIOVANI FORTEMENTE PENALIZZATI ?

Serve un cambio di paradigma strutturale, con investimenti concreti nelle politiche attive del lavoro e in una filiera dell’orientamento più efficace, capace di legare scuola, formazione e occupazione di qualità.

Non possiamo permetterci di perdere una generazione intera in un limbo di incertezza e insicurezza economica. È urgente agire con politiche mirate a promuovere contratti stabili e di qualità per i giovani, incentivando le aziende a investire sul lungo termine.

L’obiettivo deve essere quello di costruire condizioni abilitanti affinché ogni giovane possa esprimere il proprio potenziale in un contesto lavorativo dignitoso, stabile e inclusivo.

Solo così potremo garantire un futuro più stabile e dignitoso ai nostri giovani e al Paese intero.

I.S.F.O.A.-  Hoschule für Sozialwissenschaften und Management  proprio per questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici ed unici in Economia Sociale e Sviluppo Territoriale unitamente a momenti di formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.   

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