I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT
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IN CINA 200 MILIONI DI BAMBINI A SCUOLA STUDIANO L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE E LE SUE APPLICAZIONI .
AI a scuola in Cina per 200 milioni di bambini
Per eccellere e surclassare il resto del mondo, come ha vaticinato il presidente Xi Jinping dal palco del Summit Waic di Shanghai, l’intelligenza artificiale in Cina deve diventare pane quotidiano, iniziando dai banchi di scuola.
L’anno scolastico 2025-2026 è stata la pietra miliare di ciò che sarà il futuro.
Ormai da mesi è in corso una iniezione massiccia di nuove tecnologie in un sistema falcidiato dalla denatalità: con 5,63 nati ogni mille abitanti e un tasso di fecondità crollato a 1,13 figli per donna la crisi è profonda.
Non solo, la disoccupazione giovanile segna il tramonto del Gaokao, il micidiale esame di ammissione all’università che non garantisce più un posto di lavoro tanto è vero che 450mila giovani cinesi (-3%) non si sono presentati, preferendo iscriversi a un corso professionale.
Nella fascia 16-24 anni, studenti esclusi, il tasso è del 15,6%, tra i 25-29enni cala al 7,2 per cento.
Il cambio in atto è epocale.
L’insegnamento dell’intelligenza artificiale in tenera età ha già soppiantato l’inglese, la lingua un tempo considerata strategica per garantire ai figli opportunità di impiego o di lavoro all’estero è stata estromessa anche dal Gaokao.
Il piano del Governo ora prevede un programma nazionale che coinvolge oltre 200 milioni di studenti, con un minimo di 8 ore annue dedicate a IA, chatbot e assistenti virtuali.
Per chi ha assistito direttamente all’impatto delle direttive centrali sul sistema scolastico periferico, dalle aule di chimica delle scuole tibetane oggetto di sperimentazione formativa alle sincronizzate esercitazioni ginniche di massa di studenti nei cortili delle scuole di Shanghai, è chiaro che l’effetto IA per il destino della Cina e del mondo sarà massiccio.
Dal gioco alla programmazione nelle superiori, l’intelligenza artificiale è il nuovo idolo dei cinesi di domani.
La provincia del Guangdong, la storica fabbrica del mondo che, da sola, totalizza un quarto del Prodotto Interno Lordo cinese ha introdotto il Piano 2+1, l’alfabetizzazione digitale inizia dalle prime classi, i docenti vengono formati e i dati raccolti utilizzati per assegnare i compiti valutati da robot in grado di mandare in tilt la figura dell’insegnante che l’etica confuciana pone in cima alle più riverite accanto ai genitori e agli avi.
Tutte le università cinesi hanno inserito corsi interdisciplinari, la Tsinghua sta fondando interi college dedicati all’educazione generale con al centro l’intelligenza artificiale.
Lo Zhejiang ha reso obbligatorio un corso base sull’IA per tutti gli iscritti dal primo anno, la Fudan con USTC e Shanghai Jiao Tong si sono associate e propongono un centinaio di corsi, in una gara spasmodica a chi offre di più.
I cinesi che frequentano le elementari oggi non sapranno nulla di come i fratelli maggiori cercavano di utilizzare clandestinamente ChatGPT, la scoperta più innovativa dell’Occidente, perché saranno formati in ambiente DeepSeek, l’orgoglio dell’intelligenza artificiale nazionale aperta che ha soppiantato la piattaforma di OpenAI.
In Cina almeno 600 corsi formano figure ibride in tutti i campi del sapere e l’entusiasmo per questa novità è doppio rispetto a Usa e Gran Bretagna.
Ma Deepseek è stato lo spartiacque dell’orgoglio nazionale, il suo fondatore Liang Wengfeng è oggi il cinese più ricco, la squadra locale di Hangzhou che l’ha creata con innesti di cinesi formati all’estero è destinata ad essere soppiantata dai futuri ingegneri che oggi studiano sui banchi di scuola.
Questo localismo può rappresentare un problema, anche perché mancherebbero termini di confronto con altri sistemi e l’effetto autoriproduttivo delle nozioni si replicherebbe all’infinito. Le università, infatti, introducono corsi basati su DeepSeek seguendo le linee guida del ministero dell’Istruzione, che punta a un’educazione AI-centrica, autonoma e identitaria.
Per il presidente Xi Jinping formare cittadini capaci di interagire con l’intelligenza artificiale è un obiettivo nazionale, non delegabile alle scelte individuali. Pur predicando la necessità delle risorse aperte Xi Jinping ha insistito sulla necessità che gli umani non perdano il controllo dell’intelligenza artificiale, conscio dei rischi insiti alla novità.
Ricacciare l’IA dai banchi di scuola come si sta cercando di fare, almeno in Europa, con i telefoni cellulari, sarà praticamente impossibile. Anche in Cina, i nativi digitali allevati dall’Intelligenza artificiale non è detto che si allineino alle direttive.
I.S.F.O.A.- Hoschule für Sozialwissenschaften und Management proprio per questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici ed unici in Economia Sociale e Sviluppo Territoriale unitamente a momenti di formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.