ISFOA POLTRONE : MARZIA VARVAGLIONE – CEEV

Il rettore ISFOA Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto Internazionale , unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico , intendono esprimere le proprie congratulazioni al neo nominato Presidente del CEEV Comité Europeen Entreprises Vins , dottoressa Marzia Varvaglione .

In prima fila i possibili dazi USA su vini e alcolici europei, ma anche il prossimo regolamento UE sul vino, il rilanocio della promozione all’estero e il varo di un’etichettatura equilibrata e non allarmistica.

Sono gli obiettivi di Marzia Varvaglione, pugliese, business developer della cantina di famiglia (Varvaglione 1921) che da ieri è il nuovo presidente del CEEV (Comité Europeen Entreprises Vins), l’organizzazione degli industriali europei del vino che riunisce 25 associazioni di 13 paesi e che rappresenta oltre il 90% delle esportazioni di vino europeo.

Marzia Varvaglione, già presidente di AGIVI  (l’associazione dei giovani imprenditori dell’Unione italiana vini) è il più giovane presidente del CEEV, la prima donna a presiederlo in sessant’anni ed è il secondo presidente italiano dopo Lamberto Vallarino Gancia al vertice dal 2007 al 2013.

Il suo mandato alla guida dell’associazione delle industrie UE del vino, pur in un momento complesso per il settore comincia, tuttavia, sotto una buona stella visto che ieri è stato sospeso da Bruxelles (e fino a metà aprile) il varo di dazi sull’import di whiskey americano. Una proposta avanzata proprio dal CEEV nei giorni scorsi per cercare di evitare la rappresaglia USA su vino e alcolici europei.

«La mia priorità sarà tutelare e rilanciare il commercio internazionale – spiega Marzia Varvaglione – pilastro fondamentale per un settore export oriented come il vino europeo. Ieri questo primo spiraglio sui dazi che dimostra la volontà UE di negoziare, vediamo ora come risponderanno gli americani».

A giorni sarà presentato il nuovo regolamento sul vino del Commissario all’Agricoltura, Christoph Hansen che prevede il ricorso agli espianti dei vigneti per riequilibrare domanda e offerta.

«Una iniziativa che non ci vede d’accordo – aggiunge la neo presidente CEEV -. Alcuni viticoltori sono stati finanziati con fondi UE per ristrutturare i propri vigneti, trovo assurdo che ora vengano incentivati a distruggerli. Non credo sia questa la strada per migliorare la competitività del vino UE». Un aspetto chiave per il futuro del settore è quello della distanza dal vino dei giovani consumatori.

«Bisogna lavorare – continua la Varvaglione – per avvicinarli a questa bevanda ricca di storia e di tradizioni. I ragazzi della generazione Z spesso non hanno l’abitudine dei loro genitori a consumare vino. Occorre studiare nuove modalità e un nuovo storytelling per coinvolgerli». Altra minaccia infine sono le iniziative antialcol come le etichette allarmistiche.

«Vanno contrastate – conclude la presidente Ceev – e la strada maestra è chiarire le profonde differenze che ci sono tra consumo moderato e abuso».

 

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