RASSEGNA STAMPA A CURA DI
I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT
LA FORMAZIONE E L’EDUCAZIONE E’ LA PRIMA FORMA CON CUI SI COSTRUISCE IL FUTURO DELL’UMANITA’
L’educazione è la prima forma con cui si costruisce il futuro dell’umanità.
Da come si insegna e da come si impara dipende ciò che si diventerà .
Una comunità capace di convivere o una società divisa, custodi del mondo o semplici consumatori del presente.
Vi sono tre aspetti fondamentali da sottolineare che rappresentano peraltro tre prospettive principali. In un mondo frammentato, segnato da guerre, isolamento digitale e sfiducia diffusa, educare significa ricucire ciò che è stato strappato. Ma la speranza, da sola, non basta: occorre osservare i numeri con razionalità
In Italia, secondo gli ultimi dati Eurostat, l’abbandono scolastico precoce riguarda ancora il 9,8% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni.
Il divario territoriale resta forte: nel Mezzogiorno la quota supera il 14%, mentre tra i nati all’estero tocca punte del 25 per cento.
Significa che un ragazzo su dieci lascia la scuola senza un diploma, spesso spinto da difficoltà economiche, mancanza di sostegno familiare o da un sistema formativo che non riesce più a generare entusiasmo.
Allargando lo sguardo al mondo, la ferita è ancora più ampia: secondo l’Unesco, 272 milioni di bambini ed adolescenti non frequentano la scuola.
Dietro questi numeri ci sono guerre, disuguaglianze, migrazioni, povertà strutturali .
Sono generazioni senza banco, senza libri, senza possibilità di scegliere.
Eppure ogni bambino che torna a scuola è un seme di pace in più nel terreno della storia. Dopo la pandemia, l’aumento delle diseguaglianze e la crisi ambientale, molti giovani faticano ad intravvedere un futuro.
Rimettere l’educazione al centro significa invertire la rotta: investire non solo in infrastrutture, ma in capitale umano, relazioni, comunità. E’ dire che la prima politica economica è educativa, e che senza scuola non esiste sviluppo sostenibile.
Non basta parlare di istituzioni scolastiche, occorre cambiare mentalità.
Le scuole devono tornare ad essere comunità educanti.
E’ qui che si gioca il destino del Paese e del mondo.
Perché l’educazione non appartiene solo ai docenti o alle famiglie ma a tutti, istituzioni, imprese, media, Chiese, realtà sociali.
E’ un bene comune che genera altri beni. Ogni aula deve essere com un piccolo chiostro: uno spazio dove l’uomo si forma, si ascolta, si riconosce parte di un tutto più grande.
Se un ragazzo abbandona la scuola, non perde solo una occasione: perde un pezzo di sé, e la società perde con lui una voce, una possibilità, una speranza.
Educare è la forma più alta di carità civile nonché una delle espressioni più alte della carità cristiana.
Ciò riguarda anche i media che devono assumersi la responsabilità di una programmazione educativa per i giovani..
Perché ogni lezione, se custodita, condivisa e vissuta, è già una piccola profezia di pace.
I.S.F.O.A.- Hoschule für Sozialwissenschaften und Management proprio per questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici ed unici in Economia Sociale e Sviluppo Territoriale unitamente a momenti di formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.