Il rettore ISFOA Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto Internazionale , unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico , intendono esprimere le proprie congratulazioni al neo nominato Presidente di Agia Cia , dottor Matteo Pagliarani .
Matteo Pagliarani è il nuovo presidente nazionale di Agia-Cia, l’Associazione dei giovani di Cia-Agricoltori Italiani. Prende il posto di Enrico Calentini. Imprenditore agricolo di Mercato Saraceno (Forlì-Cesena), 31 anni, è stato eletto dalla VII assemblea elettiva dal titolo “Destinazione Agricoltura 2066”.
Perito agrario, Pagliarani ha iniziato molto presto a battersi per l’agricoltura e la tutela del territorio e delle aree rurali, dividendosi da oltre dieci anni tra l’azienda multifunzionale di famiglia e l’impegno nella rappresentanza: in Europa, dove dal 2023 è anche vicepresidente del Ceja, il Consiglio europeo dei giovani agricoltori, e in Italia, nella sua Romagna, da vicepresidente Cia e guida locale Agia-Cia.
«Sono orgoglioso di questo nuovo incarico – ha dichiarato Pagliarani –. Grazie a Enrico Calentini per il testimone di valore che mi affida, accolgo la presidenza nazionale con grande entusiasmo, ma anche profondo senso di responsabilità, in una fase contrassegnata da profondi cambiamenti sociali, demografici ed economici per il Paese e la nostra agricoltura. In particolare – ha aggiunto Pagliarani – partendo dalla consapevolezza che chi oggi ha 25 anni concluderà il suo percorso professionale tra quarant’anni, un lasso di tempo importante entro cui garantire prima di tutto la certezza del reddito».
Il contesto attuale è caratterizzato da un’età media degli imprenditori agricoli di 59 anni e da un ricambio generazionale bloccato, con un solo giovane ogni dieci agricoltori anziani. «Occorre invertire questa tendenza –ha spiegato il nuovo presidente – e fare in modo che i giovani imprenditori del comparto superino il 30% del totale degli agricoltori entro il 2066».
I punti principali del suo programma:
- accesso alle risorse per una Banca della Terra operativa e un credito intelligente;
- necessità di una burocrazia zero con tempi certi per le autorizzazioni e politiche che rendano la vita rurale dignitosa;
- centralità di una formazione continua, attraverso il tutoraggio intergenerazionale e l’internazionalizzazione, come l’Erasmus per gli agricoltori;
- successione facilitata e supportata da adeguata consulenza per gli under 40
- pieno riconoscimento anche alle imprenditrici agricole, leader del business e non solo coadiuvanti;
- diversificazione nelle produzioni;
- cooperazione e l’uso delle tecnologie anticrisi per “resistere 40 anni” senza fallire al primo shock di mercato o climatico.
L’Europa, il campo d’azione imprescindibile per Pagliarani: «Perché è sempre più determinante essere giovani imprenditori agricoltori protagonisti nei tavoli sulla Pac e nelle politiche comunitarie che definiscono il futuro del comparto. A lavoro, dunque, anche nel segno della continuità».
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