Il rettore ISFOA Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto Elvetico , unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico , intendono esprimere il proprio cordoglio e la più sincera partecipazione alla Famiglia per la scomparsa di Valeria Fedeli .
Che Paese strano l’Italia.
Adesso dal Presidente della Repubblica al Presidente del Consiglio, dai membri dell’opposizione a quelli della maggioranza, fino al mondo della scuola e della politica, tutti elogiano le qualità umane e professionali dell’ex ministra Valeria Fedeli, morta all’età di 76 anni.
Valeria Fedeli è stata ministra dell’Istruzione dal 2016 nel governo guidato da Paolo Gentiloni.
E proprio di quel governo fu la figura più oltraggiata, contestata, quasi insultata, a tutti i livelli.
Si arrivò addirittura a mettere in discussione la sua legittimazione a guidare il dicastero dell’Istruzione.
La polemica toccò soprattutto la sua preparazione scolastica. Fedeli era in possesso di un diploma in Scienze sociali che, secondo Il Fatto Quotidiano, non costituiva una laurea universitaria ma un diploma rilasciato da una scuola per assistenti sociali.
L’episodio tenne banco per mesi nell’informazione più scandalistica, che accusava la ministra di ambiguità, fino a chiederne apertamente le dimissioni.
Durissimo Mario Adinolfi, che arrivò a sostenere che la ministra non avesse mai conseguito nemmeno la maturità.
Gli attacchi furono violentissimi. Si arrivò a scrivere di un “insulto alla scuola italiana” e di un ministro “senza i titoli minimi per rappresentarla” (Il Giornale).
Si sollevarono anche proteste studentesche: iniziative simboliche, contestazioni pubbliche, fino agli insulti nei luoghi pubblici e nei dibattiti televisivi. Le richieste di un passo indietro arrivarono anche da settori del mondo universitario.
Sul piano politico, alcuni esponenti di Fratelli d’Italia arrivarono ad accusarla di portare avanti un’agenda ideologica sull’educazione di genere, sostenendo che la sua nomina fosse “un insulto alla famiglia”, come riportato da la Repubblica.
Ma l’Italia, si sa, ha una memoria corta, soprattutto in politica. E così oggi, all’annuncio della sua morte, tutto è cambiato per l’ex ministra Fedeli: dagli insulti si è passati quasi all’osanna.
Dai giornali e dalle dichiarazioni ufficiali leggiamo:
Mattarella: “Il suo impegno è stato caratterizzato da alto senso delle istituzioni”.
Meloni: “La sua scomparsa colpisce e addolora”.
Schlein: “Un’enorme perdita”.
Gentiloni: “Donna battagliera e capace di dialogo”.
Renzi: “Era facile volerle bene, ed era bello farlo”.
E così via, esponenti politici, sociali, della scuola, di tutte le istituzioni, tutti in piedi davanti ad una donna che sapeva lottare e combattere, forte delle sue convinzioni, ma che non era certamente tutto quello che all’epoca del suo incarico ministeriale le avevano buttate in faccia.
Anche il fango.
Anche questa è l’Italia.
I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT
LIBERA E PRIVATA UNITELEMATICA DI DIRITTO INTERNAZIONALE
FONDAZIONE ED ENTE MORALE DI RICERCA SENZA SCOPO DI LUCRO E DI INTERESSE GENERALE
Persona Giuridica Legalmente Costituita ed Autorizzata ai sensi del Codice Civile Svizzero ed in conformità della Costituzione Federale Svizzera , della Legge sull ‘ Educazione e sul Diritto Scolastico del Cantone Zugo e della Legge Federale sulla Promozione e sul Coordinamento del Settore Universitario Svizzero .
Denominazione Autorizzata dalla SEFRI Segreteria di Stato per la Formazione la Ricerca e l’ Innovazione Scuole Universitarie della Confederazione Svizzera Dipartimento Federale dell’ Economia della Formazione e della Ricerca ed Approvata dall’ Ufficio Federale del Registro di Commercio di Berna e del Cantone Zugo