ISFOA CORDOGLIO : GIOVANNA CASADIA

Il rettore ISFOA Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto Elvetico , unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico , intendono esprimere il proprio cordoglio e la più sincera partecipazione alla Famiglia per la scomparsa di Giovanna Casadio .

 

È morta a 71 anni Giovanna Casadio, storica firma di la Repubblica, per decenni punto di riferimento della cronaca parlamentare.

Nella sua redazione la chiamavano “la signora della politica”: non un vezzo, ma una definizione che teneva insieme stile, autorevolezza e una rara capacità di muoversi nei corridoi del potere senza mai confondersi con esso.

Provata da una lunga malattia, ha continuato a scrivere fino all’ultimo, mantenendo una rubrica sul sito del giornale. Una scelta che racconta più di qualunque commemorazione: il lavoro come forma di identità.

Il primo e più significativo tributo arriva dall’Associazione Stampa parlamentare, che la ricorda come “collega di Repubblica e storica iscritta”.

La nota diffusa dall’Asp è un ritratto professionale asciutto e definitivo: «Con sorriso e gentilezza Giovanna ha saputo raccontare la politica italiana e le battaglie civili che l’hanno accompagnata sempre con grande dedizione, equilibrio e obiettività». 

Parole che nel lessico dei cronisti parlamentari hanno un peso specifico preciso: equilibrio e obiettività non sono formule rituali, ma qualità riconosciute solo a chi le ha praticate davvero.

Una presenza stabile nei Palazzi, senza diventare parte del Palazzo
Casadio apparteneva a quella generazione di giornalisti cresciuta nell’idea che il Parlamento fosse prima di tutto un luogo da capire. Nata a Trapani, cresciuta a Salerno, approdata a Roma, aveva costruito negli anni una reputazione fondata su studio, memoria e disciplina.

Conosceva regolamenti, dinamiche interne, equilibri di partito, ma soprattutto le persone. Eppure non cedeva mai alla confidenza eccessiva: la distanza professionale restava la sua forma di rispetto per il lettore.

Nei corridoi di Montecitorio era una figura familiare e insieme inattaccabile. Ascoltava tutti, non apparteneva a nessuno. Questa autonomia le garantiva una credibilità che travalicava gli schieramenti: poteva raccontare crisi, scissioni e sconfitte senza indulgere nel sarcasmo e senza scivolare nell’agiografia. Il suo metodo era semplice e severo: verificare, contestualizzare, spiegare.

La politica come racconto civile, non come spettacolo
Accanto alla cronaca quotidiana, Casadio ha coltivato un lavoro saggistico che conferma la sua idea di giornalismo come servizio pubblico. I libri pubblicati con Laterza — Quel che è di Cesare (con Rosy Bindi) e I doveri della libertà.

Dialogo con Emma Bonino — sono dialoghi che mettono al centro diritti, responsabilità, laicità, cittadinanza. Non biografie celebrative, ma strumenti di discussione civile. Anche qui emerge la sua cifra: la politica come materia complessa, mai ridotta a slogan.

Il cordoglio trasversale: quando la stima supera la militanza
Le reazioni alla sua scomparsa arrivano da tutto l’arco parlamentare, segno di una stima che non era di circostanza. La segretaria del Pd Elly Schlein parla di una “giornalista attenta, rigorosa e appassionata, donna colta e gentile”. Italia Viva sottolinea la competenza e la serietà con cui ha contribuito al dibattito pubblico. Il gruppo Pd alla Camera ricorda il suo sguardo costante sulla questione femminile e sulle trasformazioni della sinistra italiana.

Sono dichiarazioni che convergono su un punto: Casadio era percepita come una cronista affidabile. E l’affidabilità, nel giornalismo politico, è una moneta sempre più rara. Non cercava la battuta destinata a diventare titolo virale, ma la ricostruzione precisa dei fatti. In un ecosistema mediatico dominato dalla velocità e dalla polarizzazione, la sua scrittura restava ancorata alla sostanza.

L’eredità di una scuola di giornalismo sobria
La definizione che circola tra i colleghi — “una signora” — non è un omaggio galante ma una categoria professionale. Significava sobrietà, fermezza, educazione nei modi e durezza nei controlli. Significava non alzare la voce per farsi ascoltare. Casadio rappresentava una scuola di giornalismo che considerava la competenza una forma di eleganza.

Il fatto che a ricordarla per prima sia stata la Stampa parlamentare rende questo ritratto ancora più netto: è il riconoscimento di una comunità abituata a misurare le parole.

E forse il modo migliore per sintetizzare la sua carriera è proprio questo: una cronista che non ha mai cercato di essere protagonista, e per questo è diventata centrale.

LOGO-ISFOA-scont-2021.png
   

I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT   

LIBERA E PRIVATA UNITELEMATICA DI DIRITTO INTERNAZIONALE

FONDAZIONE ED ENTE MORALE DI RICERCA SENZA SCOPO DI LUCRO E DI INTERESSE GENERALE

Persona Giuridica Legalmente Costituita ed Autorizzata ai sensi del Codice Civile Svizzero ed in conformità della Costituzione Federale Svizzera , della Legge sull ‘ Educazione e sul Diritto Scolastico del Cantone Zugo e della Legge Federale sulla Promozione e sul Coordinamento del Settore Universitario Svizzero  .

Denominazione Autorizzata dalla SEFRI Segreteria di Stato per la Formazione la Ricerca e l’ Innovazione Scuole Universitarie della Confederazione Svizzera Dipartimento Federale dell’ Economia della Formazione e della Ricerca ed Approvata dall’ Ufficio Federale del Registro di Commercio  di Berna e del Cantone Zugo

Torna in alto