ISFOA CORDOGLIO : ANTONIO MASCHIO

Il rettore ISFOA Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto Elvetico , unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico , intendono esprimere il proprio cordoglio e la più sincera partecipazione alla Famiglia ed a tutte le risorse umane del Gruppo Maschio Gaspardo per la scomparsa del co fondatore Antonio Maschio .

 

Morto Antonio Maschio, fondò Maschio Gaspardo

È morto a 87 anni Antonio Maschio, co-fondatore insieme ai fratelli Egidio e Giorgio nel 1964 di un’azienda di produzione di frese artigianali a Campodarsego, nel padovano.

Impresa che poi diventò la nota Maschio Gaspardo, multinazionale che produce e commercializza attrezzature agricole per la lavorazione del terreno. Aveva 87 anni.

«Con grande dolore salutiamo Antonio Maschio – si legge in una nota dell’azienda –. La sua vita e il suo esempio hanno lasciato un segno profondo nella storia della nostra azienda e nelle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Ricorderemo sempre la sua semplicità, il suo senso del dovere, il suo legame con la famiglia e i valori che ha saputo trasmettere». «Esprimo il mio più profondo cordoglio alla presidente di FederUnacoma, Mariateresa Maschio, per la scomparsa del padre Antonio. Imprenditore lungimirante e appassionato – ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida – ha dato un contributo rilevante alla crescita della meccanizzazione agricola italiana e alla sua valorizzazione sui mercati internazionali. Il suo esempio resta un patrimonio prezioso. Alla famiglia Maschio e a tutti i collaboratori del gruppo va la mia vicinanza».

«Antonio Maschio ha rappresentato una figura di riferimento per l’industria delle macchine agricole, contribuendo con il suo lavoro e la sua capacità imprenditoriale alla crescita di un comparto oggi centrale per l’agricoltura moderna. La sua attività ha accompagnato l’evoluzione tecnologica delle attrezzature agricole e il rafforzamento di una filiera che unisce produttori, rete commerciale e aziende. Il segno lasciato dal suo impegno resterà nella storia del settore», ha detto Andrea Borio, presidente di Federacma (macchine agricole).

«Con la scomparsa di Antonio Maschio – è il commento del Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani – il Veneto perde non solo un grande capitano d’industria ma anche un testimone del progresso sociale ed economico che ha attraversato questa terra nel secondo dopoguerra. Un vero campione di quel modello imprenditoriale che è maturato in piccoli locali attaccati alle abitazioni ma ha dato vita ad imprese che oggi dialogano con il mondo».

«Viene a mancare un protagonista dell’imprenditoria veneta e della meccanizzazione agricola: un uomo – ha aggiunto Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale – che ha saputo partire dal proprio lavoro manuale e trasformare il mestiere, la fatica e l’ingegno in una grande impresa, radicata nel territorio e capace di parlare al mondo. La sua storia racconta una stagione di riscatto e di costruzione collettiva, che è anche storia del nostro Veneto: dalla produzione delle prime frese alla crescita industriale e commerciale, fino all’internazionalizzazione».

 

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