I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT
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Istituzione Privata Svizzera di Istruzione Superiore Universitaria e di Ricerca Accademica di Qualità Internazionale
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INSOLVENZE IN CRESCITA NELLE ECONOMIE AVANZATE + 4% RISCHIO AL MASSIMO
LIVELLO
Le insolvenze aziendali nelle economie avanzate sono tornate ad aumentare:
+4% nel primo semestre del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024.
È il dato principale diffuso dall’ultima Risk Review di COFACE (Compagnie
Française d’Assurance pour le Commerce Extérieur), società internazionale
specializzata nel rischio d’impresa e nell’assicurazione del credito. Il
quadro complessivo mostra un’economia globale ancora resiliente, ma con
crepe crescenti nel tessuto produttivo.
Insolvenze in crescita nelle economie avanzate: +4% secondo Coface. Rischio
ai massimi
La crescita mondiale per il 2025 è stimata al +2,6%, in leggero rialzo
rispetto alle previsioni precedenti, e al +2,4% nel 2026. Il motore
americano continua a trainare grazie a investimenti in innovazione,
soprattutto nell’intelligenza artificiale, e al sostegno della domanda
interna.
Ma la trasmissione degli effetti dei dazi – ora in media al 18% – inizia a
emergere nei dati reali: occupazione meno dinamica, consumi più prudenti e
prime evidenze di rallentamento nell’attività industriale.
EUROPA ED ASIA IN AFFANNO
È l’Europa a registrare la crescita più significativa delle insolvenze:
+11%. Il rallentamento tedesco pesa sull’intera area euro, mentre il credito
rimane più selettivo rispetto agli anni pre-stretta monetaria. In
Asia-Pacifico la crescita delle insolvenze è ancora più accentuata (+12%),
legata sia alla minore domanda cinese sia al riallineamento delle filiere
commerciali. Il Nord America, invece, resta stabile: non migliora, ma non
peggiora.
IL RUOLO DELLE POLITICHE MONETARIE
Negli Stati Uniti la Federal Reserve ha riavviato la riduzione dei tassi per
evitare che il rallentamento diventi contrazione. In Europa, invece, la Bce
ha quasi concluso il proprio ciclo e mantiene un atteggiamento attendista,
con il tasso sui depositi stabile al 2%. L’attenuazione dell’inflazione –
favorita dal calo delle materie prime energetiche e alimentari – crea spazio
per un alleggerimento finanziario nel 2026, che potrebbe ridare margini alle
imprese più esposte.
UN RISCHIO NON SOLO ECONOMICO: LA COMPONENTE POLITICA
Secondo Coface, il dato più significativo riguarda il rischio politico
globale, che raggiunge un nuovo massimo storico (41,1%). Durante la pandemia
l’instabilità era legata alla sanità e alla chiusura delle catene
logistiche; oggi deriva da polarizzazione, tensioni interne e conflitti
prolungati. Gli Stati Uniti vengono indicati come il Paese che registra
l’incremento più marcato di rischio istituzionale; in Europa il punto
critico è la Francia. In Africa permangono tensioni locali che alimentano
volatilità, mentre in Medio Oriente il Gcc (Gulf Cooperation Council)
continua a crescere grazie alla diversificazione economica, pur mantenendo
dipendenza strutturale dal prezzo del petrolio.
IMPRESE TRA COSTI ELEVATI E DOMANDA INCERTA
L’aumento delle insolvenze non segnala una crisi acuta, ma un logoramento
graduale. Le imprese escono dalla fase di adattamento agli shock commerciali
e si scontrano ora con un contesto più ordinario ma ancora disallineato:
costi superiori alle medie storiche, domanda rallentata, energia sì in calo,
ma non a livelli pre-2020. In questo quadro le aziende meno capitalizzate
sono le più esposte.
IL 2026 COME ANNO DI SNODO
Coface stima che la normalizzazione del credito e la riduzione progressiva
dei tassi possano ridare ossigeno soprattutto alle PMI, che oggi pagano
condizioni più rigide rispetto al periodo pre-crisi. Ma l’evoluzione
dipenderà dalla continuità della crescita e, soprattutto, dal raffreddamento
del rischio politico. Finché l’incertezza rimarrà elevata, l’accesso al
credito continuerà a incorporare premi di rischio più alti e le insolvenze
resteranno su livelli superiori al periodo pre-pandemico.
IL SIGNIFICATO DEL DATO
La fotografia che emerge è quella di un sistema economico che resiste ma non
respira ancora a pieno ritmo. Gli shock commerciali sono stati assorbiti; la
pressione macro si è stabilizzata. Ora, però, la vulnerabilità si sposta
sulle imprese: la resilienza resta possibile, ma più costosa. Le insolvenze
sono il primo termometro di questa transizione.
I.S.F.O.A.- Hoschule für Sozialwissenschaften und Management proprio per
questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento
istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici
ed unici in Economia del Commercio Internazionale in Finanza Aziendale ed
Gestione e Copertura dei Rischi Aziendali unitamente a momenti di formazione
liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione
Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.