IN ITALIA SONO 396MILA GLI IMMOBILI OGNI ANNO EREDITATI PER SUCCESSIONE E RAPPRESENTANO OLTRE UN TERZO DELLE TRANSAZIONI .

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IN ITALIA SONO 396MILA GLI IMMOBILI OGNI ANNO EREDITATI PER SUCCESSIONE E RAPPRESENTANO OLTRE UN TERZO DELLE TRANSAZIONI .

In eredità 396mila case l’anno Le costruzioni tengono a +2%

 

Spinta al mercato immobiliare dalle successioni: valgono 74 miliardi

 

Il settore chiuderà l’anno oltre i 320 miliardi di valore: opere pubbliche in testa con 93 miliardi

Resiliente alle sollecitazioni, mai così di segno ostinato e contrario come in questi ultimi anni.

Con i picchi di Superbonus e Pnrr e le discese delle varie crisi internazionali che si sono succedute nel corso degli ultimi anni, il mercato delle costruzioni tiene botta e cresce sebbene di pochi punti: il bilancio alla fine dell’anno porterà a sorpresa il segno positivo con un dignitoso +2% di investimenti rispetto all’anno scorso, mentre il valore della produzione segna un quasi analogo +1,9%. È il quadro che emerge dal 40° Rapporto congiunturale e previsionale Cresme dal titolo «Il Mercato delle Costruzioni 2026-2029»

IL CASO SUCCESSIONI

«In questi mesi in cui la casa è tornata al centro del dibattito, abbiamo individuato una tendenza strutturale strettamente legata all’evoluzione demografica del Paese: la crescita delle abitazioni trasferite per successione. Oggi rappresentano oltre un terzo dell’intero mercato immobiliare e sono destinate ad aumentare con l’invecchiamento della popolazione», spiega il direttore del Cresme Lorenzo Bellicini.

I numeri sono notevoli. Tra il 2021 e il 2024 sono state trasferite per successione in media ogni anno 395.925 abitazioni, per circa 43 miliardi catastali che in valori di mercato ammontano a circa 74 miliardi dal momento che i primi corrispondono al 58% dei secondi. Più di una casa su tre che entra nel mercato immobiliare arriva da un’eredità.

Nel 2024 (ultimo dato disponibile) erano 378.400 gli immobili residenziali liberati per un valore di 40,5 miliardi catastali (70 miliardi reali).

Un cambiamento profondo, sotterraneo ma inarrestabile, alimentato dall’invecchiamento della popolazione e destinato a modificare sempre più gli equilibri del mercato.

Il picco si è raggiunto drammaticamente nel 2021, l’anno della pandemia, con la successione di 416.500 immobili residenziali privati, per un valore di 45,7 miliardi (78,8 miliardi a valori di mercato).

Il numero proiettato nel futuro è impressionante: da oggi al 2050 si calcolano 9,5 milioni di prime case che passeranno di mano attraverso le successioni che salgono a 13,8 milioni nei prossimi 35 anni (da oggi fino al 2060).

IL MERCATO DELLE COSTRUZIONI

Passando al mare più vasto del settore trovano conferma le previsioni formulate da Cresme a dicembre, ma con un elemento nuovo che sorprende anche gli analisti: la capacità del comparto di assorbire senza scosse anche gli ultimi shock geopolitici.

La guerra tra Israele, Usa e Iran, le tensioni nello Stretto di Hormuz e il rischio di una nuova impennata dei costi energetici non modificano lo scenario delineato dal Cresme.

Il settore delle costruzioni conferma una resilienza superiore alle attese e consolida quello che il rapporto definisce un nuovo “altopiano” produttivo.

Il 2026 si chiuderà con una crescita del valore della produzione dell’1,9% a prezzi costanti, che diventa +6,3% a valori correnti, e degli investimenti a +2% portando il mercato a quota 320,6 miliardi di euro, quasi venti miliardi in più rispetto al 2025.

Il motore resta quello delle opere pubbliche. Gli investimenti complessivi in edilizia pubblica e infrastrutture raggiungono i 93,3 miliardi di euro, 11 miliardi in più rispetto all’anno scorso e quasi il triplo dei livelli del 2019.

A trainare è soprattutto il genio civile, sostenuto dalla lunga coda dei cantieri Pnrr e dagli investimenti ferroviari, stradali, portuali, mentre l’edilizia pubblica continua a crescere nel 2026 prima della frenata dal 2027.

Sul fronte privato chiude i battenti la stagione dei superbonus. La riqualificazione residenziale vale 85,5 miliardi di euro a valori correnti e diventa la seconda voce del mercato delle costruzioni. Nel 2025 erano stati 84,8 ma nel 2022 118,6 e nel 2019 53,9.

LE PREVISIONI

Lo sguardo resta però rivolto al dopo Pnrr. Dal 2027 il Cresme prevede un progressivo rallentamento degli investimenti (-0,1%), mentre il valore della produzione segnerà un quasi impercettibile valore positivo (+0,1%). Il tutto seguito da una flessione degli investimenti dell’1,3% e del valore della produzione dello 0,8% nel 2028. Non si prospetta una nuova crisi come quella del 2008, ma una fase di normalizzazione su livelli che però sono strutturalmente molto più elevati rispetto al passato.

I.S.F.O.A.- Hoschule für Sozialwissenschaften und Management proprio per questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici ed unici in Economia Sociale e Sviluppo Territoriale unitamente a momenti di formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.

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