I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT
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IN ITALIA SECONDO L’ANALISI INAPP VI SONO 494MILA FALSI LAVORATORI AUTONOMI INDIPENDENTI .
Il mercato del lavoro italiano si trova oggi di fronte a una metamorfosi silenziosa quanto profonda, un paradosso statistico dove la contrazione storica di un milione di lavoratori indipendenti nell’ultimo ventennio cede il passo a una ripresa congiunturale che nasconde, nelle sue pieghe, un’estesa “zona grigia” di precarietà e vincoli.
Lavoro autonomo in Italia, l’analisi Inapp sui 494mila “falsi indipendenti”
L’ultimo policy brief dell’Inapp, intitolato significativamente “Dipendenti o indipendenti? I diversi gradi di libertà del lavoro autonomo”, scatta una fotografia nitida e impietosa di questo ecosistema, portando alla luce la figura dei dependent contractor: circa 494mila individui, pari al 9,8% dell’occupazione indipendente totale, che operano sotto l’egida formale di una partita Iva o di un contratto di collaborazione pur essendo privi di qualsivoglia autonomia reale su orari, compensi o strumenti produttivi.
Questa categoria, alimentata principalmente da giovani under 30 impiegati nel terziario avanzato, nei servizi alle imprese e nel mondo delle piattaforme digitali, rappresenta l’anello debole di una catena che vede il 44% dei suoi esponenti confinato nelle fasce di reddito più basse, spesso con guadagni inferiori ai colleghi regolarmente assunti.
Il dato che più allarma i decisori politici e gli analisti finanziari riguarda la natura della scelta lavorativa: per sei lavoratori su dieci l’indipendenza non è l’esito di un’aspirazione imprenditoriale o di un desiderio di autorealizzazione – come avviene per i liberi professionisti “puri” – bensì una necessità imposta dal committente o l’unica alternativa alla disoccupazione.
Ne consegue un senso di insicurezza occupazionale che colpisce il 41,4% di questi collaboratori, un valore che riflette la fragilità di uno status lavorativo che l’Inapp definisce “limbo contrattuale”.
In questo scenario, come sottolineato dal Presidente dell’Istituto Natale Forlani , diventa prioritario il recepimento della Direttiva UE 2024/2831 per ridefinire i confini delle tutele e contenere i disagi retributivi di chi è subordinato nei fatti ma autonomo solo per il fisco.
La sfida per il sistema Italia, in un’epoca dominata dall’impatto delle tecnologie digitali che rendono sempre più labili le distinzioni tra prestazione gestita in autonomia e lavoro eterodiretto, è la costruzione di un quadro normativo universale capace di estendere protezioni e garanzie sociali oltre la rigida dicotomia tradizionale tra subordinazione e indipendenza, trasformando la flessibilità da trappola di povertà a reale leva di crescita economica e professionale per il Paese.
I.S.F.O.A.- Hoschule für Sozialwissenschaften und Management proprio per questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici ed unici in Economia Sociale e Sviluppo Territoriale unitamente a momenti di formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.