I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT
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IN ITALIA NEL 2025 I TRUFFATI TRAMITE INTERNET HANNO RAGGIUNTO 1,2 MILIONI CON UNA PERDITA DI 1,8 MILIARDI DI EURO PARI AD UNA MEDIA DI 1.770 EURO A TESTA .
Sul Web. Frodi fuori controllo: perdite totali a 1,8 miliardi
Nel 2025 i truffati sono 1,2 milioni Evaporati in media 1.770 euro a testa
Le truffe finanziarie sul territorio italiano sono potenzialmente fuori controllo.
I dati, impressionanti, emergono da una ricerca commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat e si è articolata su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in una forchetta anagrafica variabile tra i 20 a 76 anni.
Dai risultati emerge che nel 2025 gli italiani rimasti vittime di una frode o di un tentativo di frode finanziaria on line sono stati 1,2 milioni; ancora più eclatante è il dato complessivo sulle perdite subite che si sono attestate intorno ai 1,8 miliardi di euro.
Si tratta di cifre enormemente superiori a quelle diffuse dalla Polizia Postale e della sicurezza cibernetica nel 2025, che parlano di perdite per 269 milioni di euro su 51.560 casi censiti.
Uno scarto facilmente spiegabile visto che i dati diffusi dal ministero dell’Interno si riferiscono a casi conclamati e perseguiti penalmente.
Nel caso della ricerca di Facile.it, al contrario, figurano anche i casi che non vengono denunciati all’autorità giudiziaria, che secondo le stime indicate nella ricerca si attestano al 67% dei casi totali.
Analizzando i risultati dell’indagine emergono altri dati interessanti: primo dei quali è la schiacciante maggioranza maschile tra i truffati mentre dal punto di vista anagrafico è significativo il fatto che a essere presi di mira dai “signori della truffa” siano in prevalenza i giovani tra i 18 e i 24 anni. «La prospettiva di profitti facili e senza rischio – spiegano da Facile.it –, l’illusione di potere guadagnare tanto anche investendo piccole somme, unite all’eccesso di fiducia nelle proprie capacità e, spesso, all’assenza di esperienza sono tra le ragioni principali per cui questo tipo di truffe fa presa in modo particolare tra i più giovani».
Quanto ai canali più diffusi le minacce arrivano spesso su app di messaggistica su smartphone, (uno su quattro) e giungono sia da tradizionali sms, sia attraverso le più recenti app di messaggistica istantanea (Telegram, Whatsapp, Signal); tra le modalità più diffuse vi è la creazione di gruppi esclusivi dove sedicenti professori o guru della finanza impartiscono vere e proprie lezioni ad adepti fidelizzatissimi.
Non appena il membro di un gruppo esprime perplessità, dubbi, o addirittura dissenso rispetto ai dettami del guru di turno li si blocca senza troppi complimenti espellendoli dal “giro”.
Un altro strumento utilizzato per entrare in contatto con potenziali vittime è tipicamente il call center: il 21% delle frodi passa da centralini specializzati e organizzati, sovente allocati in Paesi dell’Europa dell’Est; il 19% delle frodi viene realizzata attraverso siti web mentre le e mail di phishing, che spesso vengono utilizzate per il primo contatto con la vittima, sono usate nel 17,5% dei casi.
La ricerca ha anche messo in luce come il più battuto e utilizzato tra gli schemi truffaldini sia ancora il vecchio Schema Ponzi: quello basato sull’alimentazione del fondo con il denaro apportato dai nuovi ingressi nello schema.
In quest’ultima fase storica a questo inossidabile schema concepito e sviluppato sin dagli anni 20, si sono aggiunte la transnazionalità, la rapidità di esecuzione dovuta alla velocità del web e i wallet di criptoasset che rendono particolarmente complessa la ricostruzione dei movimenti del denaro.
Una modalità relativamente nuova riguarda telefonate o mail che giungono a destinazione della vittima di turno informandolo sulla titolarità di un wallet “dimenticato” contenente migliaia di euro in criptoasset.
Per lo sblocco naturalmente sarebbe necessario il pagamento di somme e commissioni o addirittura viene chiesto di seguire una procedura che dà al carnefice il controllo del PC della vittima il che spesso porta al letterale svuotamento dei conti delle vittime.
I.S.F.O.A.- Hoschule für Sozialwissenschaften und Management proprio per questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici ed unici in Economia Sociale e Sviluppo Territoriale unitamente a momenti di formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.