I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT
LIBERO E PRIVATO ATENEO TELEMATICO
DI DIRITTO INTERNAZIONALE
ENTE DI RICERCA SENZA SCOPO DI LUCRO E DI INTERESSE GENERALE
Istituzione Privata Svizzera di Istruzione Superiore Universitaria e di Ricerca Accademica di Qualità Internazionale
RASSEGNA STAMPA A CURA DI
I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT
IN ITALIA L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE AUMENTA LA PRODUTTIVITA’ SOLO ED ESCLUSIVAMENTE CON UNA FORMAZIONE INTERGENERAZIONALE .
L’intelligenza artificiale ha nei lavoratori della Generazione Z (chi ha meno di 28 anni) i maggiori utilizzatori (82%), con uno scarto di quasi 30 punti rispetto ai boomers (52%) ossia coloro che hanno tra 61 e 79 anni e si sta rivelando uno dei maggiori acceleratori della produttività.
A chi lavora consente infatti di risparmiare sette ore e mezzo alla settimana per svolgere i propri compiti e alle imprese di risparmiare fino a 18mila dollari all’anno per dipendente.
Ma a un patto e cioè che ci si formi.
Per i lavoratori che seguono un percorso di formazione, il risparmio arriva fino a 11 ore alla settimana e cresce proporzionalmente il risparmio economico: l’efficienza aumenta infatti del 14% tra chi usa l’AI senza aver seguito un percorso di formazione e del 28%, quindi il doppio, tra chi si è formato.
È quanto emerge da un report intitolato “AI, diversità e produttività: come colmare il gap generazionale 2025”, realizzato dalla London School of Economics (LSE), in collaborazione con Protiviti, multinazionale di consulenza direzionale che fa parte del gruppo Robert Half, quotato al Nyse.
Si tratta di un ampio lavoro di studio ed esplora il diverso approccio generazionale all’intelligenza artificiale, un tema rimasto sotto traccia, ma di grande rilevanza nelle organizzazioni. Il senso dello studio è intercettare come si relazionano con l’AI e coabitano le 4 generazioni presenti nelle aziende, dato che hanno attitudini al lavoro molto diverse mentre nelle imprese da un lato c’è la necessità di continuare a ingaggiare le persone che appartengono alle fasce di età più mature e dall’altro attirare i più giovani.
Per realizzare il report sono stati sentiti oltre 3mila manager in 30 Paesi, tra cui l’Italia, da cui arriva il 14% del campione. Dal Regno Unito arriva il 34%, dagli Usa il 35%, dalla Germania il 7%, mentre dalle altre countries il 10%.
Nelle aziende l’AI è oggi un dato di fatto, tant’è che il 70% delle persone la usa al lavoro e sono il 78% le aziende che investono in tecnologie di AI generativa.Analizzando il 70% degli utilizzatori emerge una forte differenza generazionale.
A questo si aggiunga che c’è una decisa sovrarappresentazione dei giovani, la Generazione Z, nei team che si occupano dello sviluppo dei progetti legati all’AI dove più del 50% dei componenti appartengono a quest’ultima.
Questo divario generazionale può però impattare sul miglioramento della produttività al lavoro, perché l’uso dell’AI innanzitutto migliora la produttività.
E’ stato rilevato che mediamente il tempo risparmiato dai lavoratori nello svolgimento delle loro attività è pari al 20% e quindi la produttività attraverso l’uso dell’AIaumenta in modo lineare.
Questa è un po’ la promessa dell’AI.
È importante anche notare come questa efficienza del 20% è la media tra il 14% dell’aumento di produttività tra chi non fa formazione e il 28% dell’aumento tra chi fa formazione.
Parlando delle iniziative e degli investimenti delle aziende in progetti di AI, emerge un dato abbastanza critico sul loro successo, anche se bisogna comunque tenere conto che siamo ancora in una fase di sperimentazione.
Il report evidenzia infatti che il 78% delle aziende investe in AI, ma il 42% delle iniziative falliscono, quindi quasi una su due.
Non bisogna immaginare l’introduzione dell’AI come qualcosa di già maturo . E‘ necessario valutare cosa facilita il successo delle iniziative.
La ricerca consente di dire che quando i team che si occupano di AI hanno un’alta diversità generazionale il 77% delle iniziative ha successo, mentre nei team con bassa diversità il dato si ferma al 66%.
I.S.F.O.A.- Hoschule für Sozialwissenschaften und Management proprio per questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici ed unici in Economia Sociale e Sviluppo Territoriale unitamente a momenti di formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.