I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT
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IN ITALIA IN CRESCITA ESPONENZIALE LA FORMAZIONE TECNICA PRIVATA EROGATA DALLE ACCADEMIE AZIENDALI
Boom delle Academy d’impresa: in 20 anni cresciute da 23 a 232
Formazione. Tutta l’industria made in Italy in prima linea per costruire, assieme a scuole, Its Academy e atenei, le competenze per crescere e innovare
C’è una manciata di numeri che raccontano l’evoluzione del mercato del lavoro e la necessità di competenze sempre più aggiornate.
Nei prossimi cinque anni, secondo le stime Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, avremo bisogno di 2,4 milioni di lavoratori con competenze green; e di circa 2,2 milioni di addetti con skills digitali.
La richiesta che arriva dalle imprese è trasversale sia per quanto riguarda i settori produttivi, dalla meccanica all’alimentare; sia per quanto riguarda i profili, dagli operai ai manager.
Il punto è che l’offerta formativa, oggi, non riesce a reggere il passo.
Gli scenari sono chiari: per le lauree Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics) si stima che ne potrebbe mancare al mercato del lavoro tra 9mila e 18mila ogni anno, soprattutto con una formazione ingegneristica e in scienze matematiche, fisiche e informatiche.
Per non parlare dei tecnici, e dei diplomati dell’istruzione e formazione professionale.
Già oggi, come evidenzia il CsC, oltre due aziende su tre hanno problemi di assunzione. Il mismatch è ormai stabile intorno al 46%, una zavorra che fa perdere alle imprese circa 44 miliardi di mancato valore aggiunto, pari a 2,5 punti di PIL.
Per tutti questi motivi, per innovare, crescere, e rimanere competitivi sul mercato, si sta espandendo un fenomeno: quello delle Academy d’Impresa.
L’ultimo esempio in ordine di tempo è arrivato con Intesa Sanpaolo che a ottobre ha lanciato Academy4Future, il nuovo polo formativo rivolto a tutti i 90mila dipendenti. La formazione spazia dall’IA alla gestione, protezione e analisi dati; fino ad arrivare all’internazionalizzazione, solo per fare degli esempi. Ma non è la sola.
Da Enel a Hera, le aziende sono in prima fila.
Cefla, solo per fare degli esempi, organizza oltre 460 corsi all’anno, che vanno dal Project Manager all’Information Technology Specialist, a cui partecipano mediamente 1.500 persone.
Hera Academy coinvolge ogni anno fino a 100mila studenti delle scuole nelle proprie iniziative e forma direttamente poco meno di 10mila persone con 400 corsi. Se prendiamo l’ultimo rapporto Assoknowledge 2025 le Academy d’Impresa hanno fatto un vero e proprio balzo: dalle 25 Academy censite nel 2010 si è passati alle 232 nel 2024, con una crescita di circa 10 volte.
Il 94,4% di queste strutture è oggi in fase avanzata o matura, e il 78% si concentra sulla formazione manageriale ed esecutiva.
«Si fanno largo temi strategici come la gestione del cambiamento a guida delle imprese e la co-progettazione assieme a università, Its Academy e scuole anche di figure che non esistono ma servono – ci racconta Laura Deitinger, presidente di Assoknowledge, l’Associazione dell’Education e del Knowledge di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici -. Le Academy d’Impresa non sono più dei semplici centri di formazione aziendale. Sono diventate delle infrastrutture strategiche di sistema, con funzioni che vanno ben oltre i confini delle singole imprese d’appartenenza. Prima le imprese compravano competenze già pronte, oggi le costruiscono insieme all’ecosistema educativo e istituzionale. Sono diventate degli orchestratori dell’ecosistema, delle infrastrutture che, a partire dai fabbisogni reali delle imprese, sono chiamate a co-progettare con scuole e università, a riscrivere curricula universitari e tecnici e a certificare micro-qualifiche portabili. Sono luoghi dove si prova a integrare teoria e pratica, il tutto usando l’IA come piattaforma di sistema per personalizzare l’apprendimento, per tracciare progressi e restituire indicatori oggettivi».
In estrema sintesi le Academy d’Impresa stanno diventando dei laboratori di sperimentazione educativa, dei centri di coprogettazione, degli ambiti di apprendimento duale, e degli hub digitali.
I risultati di questa evoluzione si misurano non più in “ore di formazione” erogate, ma in esiti concreti: soddisfazione degli stakeholder finali dell’imprersa, produttività, qualità del lavoro, sicurezza, retention, capacità di attrarre talenti, diffusione di nuove professionalità lungo tutta la filiera.
Le Academy d’Impresa sono a un punto di svolta. Certo, ci sono delle criticità: solo una minoranza si è già strutturata per essere un orchestratore del proprio ecosistema dell’education e solo nel 20% dei casi le Academy d’Impresa partecipano attivamente al reclutamento del proprio personale.
Ma adottare questo nuovo modello è fondamentale perché la sfida non è più soltanto far incontrare domanda e offerta, ma costruire insieme le competenze che ancora non esistono.
«Le Academy d’Impresa sono lo strumento attraverso il quale questa sfida può trasformarsi in opportunità – ha proseguito Deitinger – per le imprese che cercano competitività, per le persone che cercano dignità e crescita, per il Paese che ha bisogno di nuova coesione e nuovo sviluppo. Se saremo capaci di investire davvero in questa direzione, allora non parleremo più di “mismatch” tra domanda e offerta, ma di alleanza tra imprese, mondo della formazione, lavoro e società, un’alleanza capace di generare futuro».
I.S.F.O.A.- Hoschule für Sozialwissenschaften und Management proprio per questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici ed unici in Economia Sociale e Sviluppo Territoriale unitamente a momenti di formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.