IL MONDO INTERO SI TROVA IN BILICO SUL PRECIPIZIO .

I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT   

LIBERO E PRIVATO ATENEO TELEMATICO
DI DIRITTO INTERNAZIONALE

ENTE DI RICERCA SENZA SCOPO DI LUCRO E DI INTERESSE GENERALE

Istituzione Privata Svizzera di Istruzione Superiore Universitaria e di Ricerca Accademica di Qualità Internazionale

 

RASSEGNA STAMPA A CURA DI

I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT

IL MONDO INTERO SI TROVA IN BILICO SUL PRECIPIZIO .

Le tensioni economiche globali preoccupano sempre di più la comunità degli esperti, secondo il Global Risks Report 2026, presentato dal World Economic Forum, in anteprima rispetto al simposio che si terrà a Davos e che, al di là dell’agenda impostata dagli organizzatori, sarà dominato dal nuovo disordine mondiale “Made in Usa”, tra guerre commerciali, conflitti armati e spallate a multilateralismo e diritto internazionale.

L’indagine del WEF è basata sulle aspettative di oltre 1.300 fra studiosi, imprese, Governi, esponenti della società civile.

Metà del campione «prevede un mondo turbolento o tempestoso nei prossimi due anni, con un aumento di 14 punti percentuali rispetto al 2025.

Un altro 40% si aspetta una situazione a due anni quantomeno instabili, solo il 9% vede stabilità e l’1% calma».

Insomma, il mondo è «in bilico sul precipizio» e nella percezione degli intervistati, la condizione di incertezza ha carattere strutturale, destinata a dominare anche in un orizzonte a dieci anni: il 57% si aspetta appunto «un mondo turbolento o tempestoso» in questo arco di tempo.

Borge Brende, presidente e Ceo del WEF, afferma che «un nuovo ordine competitivo sta prendendo forma, mentre le grandi potenze cercano di assicurarsi sfere di interesse».

Il «confronto geo-economico», come lo chiama il rapporto, scala la classifica dei rischi a breve termine, con il 18% degli intervistati che lo considera quello che più probabilmente potrebbe scatenare una crisi globale nel 2026.

Preoccupa la militarizzazione degli strumenti economici (dazi, restrizioni agli investimenti esteri, sanzioni) e delle catene di approvvigionamento.

Vengono subito in mente due esempi eclatanti: l’uso come strumento di ricatto e leva dei dazi, da parte del presidente Donald Trump, e quello delle terre rare, da parte della Cina.

In seconda posizione, nella classifica del rischio, si piazzano i conflitti armati.

In generale, «crescenti rivalità e conflitti prolungati – rileva il rapporto – minacciano, la capacità di cooperazione necessaria per affrontare eventuali shock».

Punto più volte sottolineato da Saadia Zahidi, direttore geneale del WEF.

In discesa nelle priorità degli Stati, il climate change perde posizioni anche nella percezione del rischio, superato da altre preoccupazioni, in particolare quelle per le conseguenze a lungo termine della debole governance dell’intelligenza artificiale.

Si riflette qui «l’ansia per le implicazioni sul mercato del lavoro, sulle società e sulla sicurezza».

Strettamente legati agli sviluppi tecnologici, salgono i timori per la polarizzazione sociale e la disuguaglianza.

I rischi economici registrano l’aumento collettivo più consistente nelle previsioni biennali.

I rischi di recessione economica e inflazione sono in risalita, come pure quelli per l’esplosione di una bolla speculativa sui mercati, in particolare sull’intelligenza artificiale.

Sono state diffuse le previsioni economiche della Banca Mondiale: per il 2026 si prevede una crescita (2,6%) troppo debole per ridurre la povertà estrema e troppo concentrata nei Paesi avanzati.

Se le previsioni saranno confermate, il 2020 sarà il decennio più debole dagli anni ’60.

I.S.F.O.A.-  Hoschule für Sozialwissenschaften und Management  proprio per questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici ed unici in Economia Sociale e Sviluppo Territoriale unitamente a momenti di formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.   

 

 

Torna in alto