I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT
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I.S.F.O.A. HOCHSCHULE FÜR SOZIALWISSENSCHAFTEN UND MANAGEMENT
APP ED INTELLIGENZA ARTIFICIALE CAMBIANO IL METODO DI STUDIO MA L’EFFICACIA DIPENDE SEMPRE DALLA RIELABORAZIONE UMANA .
L’università nell’era dell’AI: così è cambiato il metodo di studio
App e intelligenza artificiale. Dalla trascrizione automatica delle lezioni alle flashcard intelligenti: nasce lo studente “gestore” della conoscenza.
Ma l’efficacia come sempre dipende dalla rielaborazione umana
Prendere 30 e lode a un esame? “C’è un’app anche per questo”, direbbe una vecchia pubblicità Apple per i primi iPhone. Gli universitari di oggi non possono ricordarsela. Né sanno quanto sono fortunati, perché ora per lo studio hanno a disposizione non un’app sola, ma un arsenale.
Un’app o più di una per ogni passaggio che li porta dalla lezione in aula fino all’esame.
Da decenni gli studenti registrano le lezioni per riascoltarle a distanza di giorni, soprattutto nei corsi ad alta densità informativa.
Un tempo ricopiavano a mano le parole del docente su un quaderno, a mo’ di scribi egizi. Adesso lo possono fare le app, con l’intelligenza artificiale. Tra le più note ci sono Otter.ai o Notta, che trasformano l’audio in testo in modo automatico.
Oppure, gratis, NotebookLM di Google.
Sì, la trascrizione potrebbe avere difetti, sbagliare i termini più tecnici o nomi di autori poco noti.
Soprattutto se l’audio è di bassa qualità (bisogna registrarlo il più vicino possibile alla fonte).
Un controllo è quindi consigliato, riascoltando il registrato.
Alla fine però si avrà un testo già pronto e che può essere anche interrogato da un chatbot (insieme a tanti altri raccolti e altro materiale di studio, slide eccetera), per capire meglio o approfondire alcuni passaggi.
Un’altra possibilità è usare app per i propri appunti.
Qui ci sono applicazioni generaliste come Microsoft OneNote e GoodNotes, molto usate da chi studia con tablet e penna digitale, ma anche Google Docs.
La scelta dipende dal metodo personale. Chi riscrive a mano cerca concentrazione e sintesi; chi digita punta su velocità e modificabilità.
Quando gli appunti crescono, emerge il problema di ritrovare le informazioni.
È in questa fase che si usano strumenti come Notion.
Per organizzare gli appunti in corsi, moduli, date d’esame, collegando testi, pdf e link.
Notion viene spesso usato negli anni intermedi e finali, quando aumentano esami complessi e lavori di gruppo.
Il limite è noto: l’eccesso di personalizzazione può diventare una distrazione.
Funziona solo se lo studente decide prima cosa farci, e cosa no. In tutti questi strumenti, il valore sta nella riscrittura degli appunti e nella organizzazione del lavoro fatto; nella sua ricercabilità e “interrogabilità”, grazie al digitale – quello che i padri degli attuali studenti nemmeno si sognavano.
Non è finita. Ora si tratta di studiare davvero.
La fatica – per i figli come i padri – è sempre quella, ma almeno i primi possono provare a migliorare l’efficacia grazie alle app.
Adobe Acrobat Reader resta uno standard per evidenziare e annotare dispense, mentre piattaforme come Docsity vengono usate per confrontare appunti, schemi ed esercizi con quelli di altri studenti.
Docsity non sostituisce lo studio individuale, ma è usata come strumento di verifica informale: capire se si stanno tralasciando argomenti rilevanti, confrontare impostazioni diverse, orientarsi prima di un esame.
Il rischio è l’uso passivo: scaricare materiale senza rielaborarlo. App e AI sono ok, ma il cervello umano è meglio.
Poi bisogna approfondire e ripetere. App come Anki e Quizlet sono usate per ripetere in modo strutturato. Usano il sistema flashcard.
Da un lato della card (o scheda) c’è una domanda (una definizione, una formula, una data, un concetto chiave), dall’altro la risposta. L’utente guarda il fronte della scheda, prova a ricordare la soluzione e solo dopo verifica il retro.
Anki utilizza un sistema di “ripetizione dilazionata”. Dopo aver visto una scheda, lo studente indica se la risposta è stata facile, difficile o sbagliata.
L’algoritmo ricalcola l’intervallo prima della prossima revisione: poche ore o giorni per le risposte incerte, settimane per quelle consolidate.
Con Quizlet invece le schede possono essere create o scaricate da set pubblici; l’app offre modalità diverse: ripasso libero, test a risposta multipla, esercizi di abbinamento.
Le App funzionano quando coprono un passaggio preciso della catena dello studio.
Registrare, trascrivere, prendere appunti, organizzare, studiare, ripetere, simulare.
Ci sono App per tutto, ma sta a ogni studente capire quando e se usarle, in base a proprie esigenze e propensioni, e le più adatte per il proprio caso specifico.
I.S.F.O.A.- Hoschule für Sozialwissenschaften und Management proprio per questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici ed unici in Economia Sociale e Sviluppo Territoriale unitamente a momenti di formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.