ALLARME DELLA BANCA DI ITALIA INFATTI SOTTO L’APPARENTE TENUTA GLOBALE SI CELANO SQUILIBRI STORICI E BOLLE SPECULATIVE

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ALLARME DLLA BANCA DI ITALIA INFATTI SOTTO L’APPARENTE TENUTA GLOBALE SI CELANO SQUILIBRI STORICI E BOLLE SPECULATIVE

Sotto la superficie di un’economia globale che all’apparenza non mostra particolari problemi, si stanno accumulando squilibri storici che potrebbero rivelarsi fortemente destabilizzanti.

È questo il severo monito lanciato da Sergio Nicoletti Altimari, Vice Direttore generale della Banca d’Italia, durante il suo intervento al 32° Congresso Annuale ASSIOM FOREX.

Sebbene il 2025 abbia registrato una crescita globale superiore al 3 per cento, un’inflazione in progressivo rientro e mercati finanziari in forte rialzo grazie alla spinta dell’intelligenza artificiale, le tensioni latenti minacciano la stabilità futura.

Il primo grande fronte di rischio è rappresentato dal debito pubblico, che nelle principali economie ha raggiunto livelli record: circa il 230 per cento del PIL in Giappone, oltre il 120 per cento negli Stati Uniti e poco meno del 90 per cento nell’area dell’euro.

Secondo le proiezioni del Fondo Monetario Internazionale, il debito globale supererà il 100 per cento del PIL entro il 2030, toccando il valore più alto dal 1948.

Per l’Europa, Nicoletti Altimari evidenzia un duplice paradosso: da un lato è imperativo che nazioni come l’Italia proseguano nel percorso di aggiustamento per ridurre l’esposizione, dall’altro il Vecchio Continente necessita di un maggiore ricorso a forme di debito comune per finanziare progetti strategici nella difesa, nell’energia e nella ricerca.

L’emissione di un vero “safe asset” europeo faciliterebbe la politica monetaria e promuoverebbe l’integrazione dei mercati dei capitali. A gravare sull’economia vi è poi il nodo dei crescenti squilibri commerciali, il cui valore aggregato è salito nel 2024 al 3,6 per cento del PIL mondiale.

Gli Stati Uniti alimentano circa tre quarti del disavanzo globale a causa di un persistente eccesso di spesa, mentre Cina e area dell’euro generano circa la metà dell’avanzo, frenate rispettivamente da una debole domanda interna e da scarsi investimenti privati. In questo scenario di frammentazione macroeconomica, le fragilità si propagano rapidamente nei meandri più opachi del sistema finanziario.

Preoccupa, in particolare, l’esposizione degli hedge funds nei mercati dei titoli sovrani: l’indebitamento di questi fondi speculativi ha sfiorato i 7.000 miliardi di dollari, pari a quasi un quarto del PIL statunitense, alimentato da leve finanziarie estreme e dalla dipendenza dai finanziamenti a brevissima scadenza del mercato pronti contro termine.

Ulteriori insidie derivano dai mercati dei capitali privati, giunti a quasi 16.000 miliardi di dollari di attivi e caratterizzati da forte illiquidità, e dal comparto delle criptoattività non garantite.

Questo settore, che vanta una capitalizzazione prossima ai 3.000 miliardi di dollari, ha registrato fluttuazioni vertiginose, con il bitcoin balzato tra i 120.000 e i 63.000 dollari in un solo anno, esponendo gli investitori ai pericoli di una leva sregolata e di gravi lacune normative.

Per scongiurare il propagarsi di future crisi, la Banca d’Italia invoca una profonda cooperazione internazionale che miri a politiche fiscali sostenibili e a una maggiore armonizzazione regolamentare. In un mondo sempre più conflittuale, tuttavia, è l’Unione Europea a dover compiere un decisivo salto di qualità, abbandonando logiche frammentate e veti incrociati per recuperare un’unità di intenti capace di tutelare l’interesse strategico continentale.

I.S.F.O.A.-  Hoschule für Sozialwissenschaften und Management  proprio per questo motivo ha cercato di rafforzare il proprio ruolo ed intervento istituzionale accademico creando appositi percorsi di studio specialistici ed unici in Economia Sociale e Sviluppo Territoriale unitamente a momenti di formazione liberi e gratuiti a beneficio della cittadinanza dedicati alla Educazione Finanziaria come quello inaugurato nel mese di Giugno a Desio in Brianza.   

 

 

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