Il rettore ISFOA Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto
Internazionale , unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico ,
intendono esprimere le proprie congratulazioni al neo nominato Presidente
dell’Associazione Studio Pancreas , dottor Gianpaolo Balzano .
L’Associazione Italiana per lo Studio del Pancreas (AISP) affida a Gianpaolo
Balzano la propria guida per il triennio 2026-2029, ponendo al centro della
nuova Presidenza il rafforzamento dei percorsi multidisciplinari e della
continuità assistenziale per i pazienti con malattie pancreatiche.
La nomina è avvenuta in occasione del 50° Congresso nazionale dell’AISP.
Balzano succede a Silvia Carrara e assume l’incarico con un programma
orientato in particolare all’evoluzione dei modelli organizzativi per il
trattamento del tumore del pancreas, patologia caratterizzata da elevata
complessità clinica e da risultati che possono variare sensibilmente in
funzione dell’esperienza dei centri coinvolti.
Gianpaolo Balzano è già stato Professore Associato di Chirurgia Generale
all’Università dell’Insubria ed è Responsabile della Chirurgia del Pancreas
dell’Ospedale di Circolo di Varese.
Ricopre inoltre il ruolo di Coordinatore Scientifico della Rete delle
Pancreas Unit di Regione Lombardia ed è autore di diversi studi dedicati ai
modelli di centralizzazione della chirurgia pancreatica.
Questo percorso professionale rappresenta la base del nuovo incarico alla
guida di AISP, che punta a sviluppare modelli assistenziali più integrati e
a rafforzare il coordinamento tra le diverse competenze coinvolte nella
presa in carico dei pazienti.
“Il tumore del pancreas continua a rappresentare una sfida cruciale in
oncologia, malgrado i progressi raggiunti sul fronte diagnostico,
terapeutico e chirurgico. Per questo, l’innovazione deve estendersi oltre la
ricerca clinica e tecnologica, coinvolgendo anche i modelli organizzativi e
assistenziali, con l’obiettivo di rendere i percorsi di cura più integrati,
appropriati e omogenei e di garantire un accesso equo a prestazioni di
eccellenza”. – dichiara Gianpaolo Balzano, neo-eletto Presidente AISP – “In
questo contesto, le Pancreas Unit possono rappresentare un modello
organizzativo capace di rafforzare la presa in carico multidisciplinare e la
continuità assistenziale, attraverso un’implementazione sostenibile nell’
ambito delle risorse già disponibili del Servizio Sanitario Nazionale”.
“Non è più accettabile che la probabilità di superare un intervento dipenda
in misura così rilevante dall’ospedale in cui si viene operati”. – precisa
Balzano – “La chirurgia pancreatica deve essere concentrata in centri che
dispongano non soltanto di volumi adeguati, ma anche di competenze
multidisciplinari, organizzazione e risultati documentati. L’esperienza
lombarda, per esempio, dimostra che cambiare è possibile. La sfida dei
prossimi anni sarà portare questo modello all’attenzione del Ministero della
Salute e della Conferenza Stato-Regioni, per favorirne una progressiva
applicazione a livello nazionale”.
“Un documento per l’implementazione delle Pancreas Unit è già stato
approvato dal Ministero della Salute; resta ora da completare il percorso
istituzionale con le Regioni per favorirne l’applicazione sul territorio
nazionale” – conclude Balzano.
Uno dei principali obiettivi della nuova Presidenza AISP riguarda la
diffusione del modello delle Pancreas Unit, strutture organizzative
orientate alla gestione multidisciplinare delle patologie pancreatiche.
L’esperienza della Regione Lombardia viene indicata come possibile
riferimento per una rete nazionale organizzata secondo un modello Hub &
Spoke.
In questo schema, le prestazioni che non richiedono livelli particolarmente
elevati di specializzazione possono essere mantenute nei centri Spoke, più
vicini al paziente, mentre gli interventi più complessi vengono concentrati
nei centri Hub, dotati di competenze multidisciplinari e requisiti specifici
di qualità.
La nuova Presidenza attribuisce particolare rilevanza anche alla
centralizzazione della chirurgia pancreatica, considerata una delle
procedure più complesse della chirurgia addominale.
In Italia vengono registrate ogni anno circa 14.000 nuove diagnosi di tumore
del pancreas, con una sopravvivenza a cinque anni poco superiore al 10%.
Circa la metà dei pazienti presenta metastasi al momento della comparsa dei
primi sintomi, mentre soltanto il 20% si trova in uno stadio iniziale che
permette l’intervento chirurgico.
Secondo i dati riportati dall’associazione, la mortalità dopo resezione
pancreatica può essere inferiore al 5% negli ospedali ad alta
specializzazione, mentre in altre strutture può superare il 20%.
La Lombardia è stata la prima Regione italiana a istituire una rete
formalizzata di Pancreas Unit, selezionando i centri di riferimento sulla
base di specifici criteri qualitativi.
I primi risultati riportati mostrano una riduzione della mortalità
operatoria media dall’8,8% nel 2024 al 5,5% nel 2025.
Per la nuova Presidenza, questa esperienza rappresenta una base
organizzativa da portare all’attenzione del Ministero della Salute e della
Conferenza Stato-Regioni, con l’obiettivo di favorire una progressiva
applicazione del modello a livello nazionale.
Un documento dedicato all’implementazione delle Pancreas Unit è già stato
approvato dal Ministero della Salute; il passaggio successivo riguarda il
completamento del percorso istituzionale con le Regioni.
Il programma di Gianpaolo Balzano non si limita all’organizzazione delle
strutture di cura.
Tra le priorità della nuova Presidenza AISP figura anche il rafforzamento
del ruolo dell’associazione al fianco dei pazienti, attraverso una maggiore
informazione su prevenzione, fattori di rischio, genetica, terapie,
nutrizione e cure di supporto.
Particolare attenzione sarà inoltre dedicata alla diffusione delle
informazioni sulle sperimentazioni cliniche attive in Italia per il tumore
del pancreas e a una maggiore accessibilità dei dati pubblici relativi alla
qualità delle cure.
Nei prossimi tre anni, Gianpaolo Balzano sarà quindi chiamato a guidare AISP
lungo un percorso che unisce organizzazione sanitaria, centralizzazione
delle competenze, multidisciplinarità e maggiore informazione per i
pazienti.
L’obiettivo è favorire percorsi di cura più omogenei e qualificati,
riducendo le differenze tra i centri e rafforzando il coordinamento tra
chirurgia, oncologia e le altre discipline coinvolte nella gestione delle
patologie pancreatiche.
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