Il rettore ISFOA Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto Internazionale , unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico , intendono esprimere le proprie congratulazioni al confermato Presidente dell’ACRI , dottor Giovanni Azzone .
Era una riconferma attesa, quella di Giovanni Azzone alla presidenza di Acri.
Una nomina che consolida una leadership apprezzata e rafforza l’impronta collegiale dell’Associazione delle Fondazioni e delle Casse di Risparmio.
L’assemblea riunita votato all’unanimità per la prosecuzione del suo mandato, aprendo un nuovo triennio nel segno della continuità e dell’azione condivisa. Il presidente di Cariplo, già chiamato nel Febbraio 2024 a completare il mandato interrotto da Francesco Profumo, riceve ora il pieno mandato per guidare Acri fino al 2027. Una scelta non solo unanime, ma celebrata per acclamazione, che fotografa il consenso maturato negli ultimi mesi attorno a un profilo capace di coniugare ascolto e visione strategica.
Durante l’assemblea è stato anche rinnovato il Consiglio dell’Associazione e sono stati nominati i vertici del Comitato esecutivo.
Accanto a Giovanni Azzone, ci saranno quattro vicepresidenti: Bernabò Bocca, presidente di Fondazione Cr Firenze, nel ruolo di vicario; Marco Gilli, presidente della Compagnia di San Paolo; Giacomo Spissu, presidente della Fondazione di Sardegna; e Gerhard Brandstätter, presidente di Cassa di Risparmio Bolzano. Entra nel Comitato esecutivo anche Anna Maria Poggi, presidente della Fondazione Crt.
«Grazie al coinvolgimento di tutti i territori, si rinnova oggi la composizione degli organi di Acri – ha dichiarato Azzone –. Acri si rinnova nel solco di una tradizione di collegialità e collaborazione che da sempre contraddistingue l’azione dell’associazione, confermando una visione condivisa e partecipata, orientata a consolidare e rafforzare il ruolo delle associate nel generare valore per le comunità e nel concorrere allo sviluppo sostenibile e inclusivo dei territori e del Paese».
Parole che sintetizzano la linea d’azione già avviata dal presidente nel suo primo mandato “ponte”: un percorso segnato da un’intensa attività di ascolto e dialogo con le Consulte territoriali, per valorizzare la pluralità delle Fondazioni. Un metodo di lavoro che guarda alla coesione, eredità diretta di una figura storica come Giuseppe Guzzetti, e che trova oggi nuovo slancio nella prospettiva del XXVI Congresso nazionale di Acri, in programma il 12 e 13 giugno a Gorizia.
A Giovanni Azzone ora il compito di rimettere mano al protocollo Mef-Acri, a dieci anni dalla sua sottoscrizione, nel quadro di un tavolo avviato con il Ministero pochi giorni fa. Al centro delle attenzioni alcuni correttivi, a partire dalla revisione del tetto del 33% all’investimento nella banca conferitaria e il tetto di due mandati per gli amministratori degli enti.
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