Il rettore ISFOA Libero e Privato Ateneo Telematico di Diritto Internazionale , unitamente a tutti i componenti del Senato Accademico , intendono esprimere le proprie congratulazioni al confermato Amministratore Delegato di Intesa Sanpaolo , dottor Carlo Messina .
Quinto mandato consecutivo per il vertice di Intesa Sanpaolo.
Il ceo Carlo Messina e il presidente Gian Maria Gros-Pietro sono infatti stati nominati per i prossimi tre anni alla guida della principale banca italiana. Si tratta di fatto della quinta conferma consecutiva, dopo quattro mandati nel monistico e uno nel duale. A votarli, insieme agli altri rappresentanti della lista numero uno presentata dalle Fondazioni, è stato il 57,3% del capitale presente in assemblea, mentre il 42,4% ha votato per la compagine presentata da Assogestioni.
Dalla lista di maggioranza, presentata dal patto di consultazione sottoscritto tra le cinque principali Fondazioni della banca (Compagnia Sanpaolo, Cariplo, Padova e Rovigo, CariFirenze, CariBologna e CariCuneo) sono stati dunque selezionati 14 consiglieri. Oltre a Messina e Gros-Pietro, a far parte del board saranno Paola Tagliavini, Maria Angela Zappia, Franco Ceruti, Paolo Maria Vittorio Grandi, Luciano Nebbia, Liana Logiurato, Pietro Previtali, Maria Alessandra Stefanelli, Bruno Maria Parigi, Fabrizio Mosca, Mariella Tagliabue, Maura Campra. L’assemblea ha rieletto presidente Gros-Pietro con il 97,78% dei voti, assieme a Paola Tagliavini che sarà vice presidente. La lista di minoranza – presentata da un ampio fronte di investitori istituzionali coagulati da Assogestioni – vede eletti cinque consiglieri: Anna Gatti, Guido Celona, Mariarosaria Taddeo, Roberto Franchini, Riccardo Secondo Carlo Motta.
La lista di minoranza ha raccolto il doppio delle adesioni rispetto al 2022, quando si era fermata al 22,76%, in ragione dell’indicazione del proxy advisor Iss.
Il voto dell’azionariato si è ricompattato su tutti gli altri punti: dal bilancio d’esercizio 2024 (approvato con il 99,4% di voti favorevoli) alle politiche di remunerazione (69,7%).
Confermata dunque, come da attese, la linea della continuità al vertice della banca, a riprova della fiducia mostrata dal mercato verso il vertice manageriale della banca, alla luce dei risultati generati in questi anni. Intesa Sanpaolo – ha ricordato il ceo Carlo Messina a valle della riconferma da parte del cda nel suo ruolo – nell’ultimo decennio è stata «la prima banca in Europa per total shareholders’ return», ovvero la crescita del valore dell’azione e distribuzione di dividendi, con una crescita del 259% da gennaio 2014, distribuendo 34 miliardi di euro cash. In Borsa dal 2014 Intesa Sanpaolo ha visto un rialzo del titolo del 162%, con un aumento della capitalizzazione di 54 miliardi di euro, posizionandosi ai vertici del sistema. Il banchiere, che ha ringraziato i dipendenti della banca, gli azionisti e «in particolare» le Fondazioni, si è detto «onorato» di poter contare per il prossimo triennio su un cda guidato ancora una volta dal presidente Gian Maria Gros-Pietro.
L’economista torinese ha ricordato come nel corso del mandato appena concluso il mondo sia stato segnato da crescenti tensioni geopolitiche ed economiche: «La questione della sicurezza e della difesa stanno cominciando a modificare profondamente le politiche economiche dei vari Paesi europei. Il mondo ha bisogno come non mai di un’Europa all’altezza del suo ruolo». In questo scenario in forte evoluzione, «Intesa Sanpaolo vuole confermarsi protagonista» e «resterà un punto fermo, il motore dell’economia reale e sociale del nostro Paese» e «una banca leader in Europa anche nei prossimi anni».
A Messina e Gros-Pietro il compito ora di traghettare la banca in una nuova fase di crescita. Con molte certezze, a partire da un modello di business diversificato, con cui la banca punta a giocare «da leader in Europa nei prossimi anni», ha detto Messina. Ma anche con delle incognite, come ad esempio il ruolo che la banca potrebbe giocare nella partita Generali, visto lo scenario in movimento.
La conferma al vertice è stata salutata con favore dagli azionisti, a partire Giovanni Azzone, presidente Cariplo nonché neo nominato presidente Acri, che ha rivolto a Messina e Gros-Pietro «un plauso per quanto fatto fino a qui. La riconferma, senza alcun indugio, oltre che essere ampiamente meritata e condivisa, è la dimostrazione concreta della considerazione che abbiamo nei confronti delle loro grandi professionalità e della loro persona». Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, secondo cui la conferma di Messina rappresenta «una scelta di solidità e di continuità strategica che va accolta con grande favore non solo dai vertici del settore bancario, ma anche da chi ne osserva l’evoluzione con lo sguardo attento del sindacato».
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